{"id":1204,"date":"2018-03-21T17:56:00","date_gmt":"2018-03-21T16:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=1204"},"modified":"2018-03-21T17:56:29","modified_gmt":"2018-03-21T16:56:29","slug":"figli-nati-da-un-no-allaborto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2018\/03\/21\/figli-nati-da-un-no-allaborto\/","title":{"rendered":"Figli nati da un no all&#8217;aborto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Silvio e Sabrina: La chemio aveva avvelenato il feto. \u00abInvece Giovanni \u00e8 sano e vispo\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Gli occhi di Silvio ridono sempre e sono la prima cosa che vedi. Poi ti accorgi delle ruote e che nell\u2019abbracciarti resta seduto: \u00abHo la sclerosi multipla, me l\u2019hanno diagnosticata a 12 anni nella forma ricaduta-recupero\u00bb, quella a fasi alterne, \u00abnel 2000 per\u00f2 mutata in progressiva cronica, cos\u00ec sono passato alle cure forti, vere bombe di chemioterapia: iniziarono a mettermi in vena tanto di quel liquido blu che scherzando coi medici dicevo che presto sarei diventato nobile\u00bb. Silvio Facco, 55 anni, e sua moglie Sabrina Magni, 48, infermiera all\u2019ospedale, si sono conosciuti da ragazzi nell\u2019Operazione Mato Grosso, il movimento di volontariato missionario che aiuta i poveri dell\u2019America Latina, e la malattia non ha spaventato il loro progetto d\u2019amore. Se non che dopo anni di matrimonio una diagnosi di infertilit\u00e0 ha messo una pietra sopra al sogno di avere dei figli e \u00abl\u2019ipotesi dell\u2019inseminazione artificiale \u00e8 stata subito scartata, non volevamo forzare la mano al Signore. Abbiamo invece scelto l\u2019adozione e portato avanti tutto il percorso, disposti ad accogliere anche pi\u00f9 fratelli \u2013 continua Silvio \u2013. Alla fine ci eravamo accordati con una suora di un lebbrosario in Brasile, dove tanti bambini erano abbandonati, e siamo felicemente arrivati all\u2019ultimo colloquio con gli assistenti sociali, ma l\u00ec Sabrina si \u00e8 sentita male&#8230; Non ce ne intendevamo: era solo incinta. Questa volta avevamo davvero forzato la mano del Signore \u2013 ride \u2013, che ha detto e va bene, ve lo do questo figlio\u00bb.<\/p>\n<p>Avrebbero voluto proseguire comunque anche l\u2019adozione, \u00abormai la gravidanza psicologica l\u2019avevamo fatta\u00bb, spiega Sabrina, ma il giudice ha deciso diversamente, \u00abprima svezzate il vostro, poi ne riparliamo\u00bb. Cos\u00ec nel 1997 \u00e8 nato Giacomo. Poi la coppia che la medicina considerava sterile ha concepito altri due figli (abortiti spontaneamente) e in seguito Samanta, nata poco prima che la sclerosi si aggravasse e Silvio dovesse anche lasciare la cattedra alla scuola professionale. Arrivano ora le bombe di chemio e con queste il divieto assoluto di concepire&#8230; \u00abNoi ci sentivamo gi\u00e0 graziati dal Signore, non pretendevamo altri figli, ma nemmeno concepivamo la vita come programmabile\u00bb, continua Sabrina. Giovanni \u00e8 arrivato cos\u00ec, senza che lo cercassero, accolto come ogni bella notizia.<\/p>\n<p>Il panico invece si \u00e8 diffuso tra i medici, a partire dal neurologo che a fine seduta chemioterapica ha chiesto se ci fossero novit\u00e0. \u00abStavo uscendo, ero gi\u00e0 sulla porta e ho risposto che mia moglie era incinta. \u00c8 successo di tutto. Il giorno dopo siamo stati convocati e il primario ci ha detto che non c\u2019era scelta, dovevamo abortire perch\u00e9, testuale, nostro figlio sarebbe nato certamente handicappato. Ho chiesto con quale handicap ma non mi sapeva rispondere, che percentuale di rischio c\u2019era, e nemmeno questo si poteva dire. Alla fine di fronte alla mia testardaggine ha sperato in mia moglie, &#8220;lei in casa ha gi\u00e0 un handicappato, ne vuole due?&#8221;, le ha detto. Era un bravo medico, cercava solo come convincerci. Alla fine ha calcato la mano, &#8220;volete davvero rischiare di mettere al mondo un mostro?&#8221;. Eravamo sconvolti, ma pi\u00f9 lui si infervorava e pi\u00f9 nella mente mi risuonava il salmo che dice di confidare nel Signore, non nell\u2019uomo. La Provvidenza da una parte ti lascia tentare, dall\u2019altra ti d\u00e0 sempre gli strumenti per rispondere\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque anche Giovanni ce l\u2019ha fatta e della sua storia conosce tutto, cos\u00ec hanno voluto i genitori perch\u00e9 \u00abci rifletta quando sar\u00e0 adulto. Occorre dare ai figli gli strumenti per capire cos\u2019\u00e8 l\u2019aborto: molti infatti ci arrivano ingenuamente, nella fretta, nella fatica, nella paura, nel dolore\u00bb.<\/p>\n<p>Nei mesi della gravidanza Sabrina non ha mai fatto trapelare nulla, ma i bambini colgono tante cose e una sera Giacomo e Samanta decisero che ogni giorno avrebbero recitato a tavola un\u2019Ave Maria per Giovanni fino alla nascita, \u00abe da allora continuiamo a farlo anche ora che Giovanni ha 11 anni. Il nostro mostriciattolo \u00e8 un mostro, s\u00ec, ma di furbizia, guai a trattarlo da bambino, l\u2019altro giorno mi ha redarguito: pap\u00e0, ma lo vuoi capire che ormai sono un preadolescente? Devono averglielo detto a scuola\u00bb, ride il pap\u00e0.<\/p>\n<p>Che con il piede sinistro e i pedali dell\u2019auto invertiti riesce ancora a guidare la macchina e infatti saluta per correre fuori: \u00abAbbiamo un quarto figlio, Christian, 24 anni, rimasto senza padre da bambino. Vado a prenderlo al lavoro!\u00bb.<\/p>\n<p>(Avvenire)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvio e Sabrina: La chemio aveva avvelenato il feto. \u00abInvece Giovanni \u00e8 sano e vispo\u00bb Gli occhi di Silvio ridono sempre e sono la prima cosa che vedi. 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