{"id":1214,"date":"2018-04-13T15:44:28","date_gmt":"2018-04-13T13:44:28","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=1214"},"modified":"2018-04-13T15:44:49","modified_gmt":"2018-04-13T13:44:49","slug":"papa-agli-infermieri-siate-esperti-in-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2018\/04\/13\/papa-agli-infermieri-siate-esperti-in-umanita\/","title":{"rendered":"Papa agli infermieri: siate esperti in umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vorrei esprimervi la mia riconoscenza e la mia stima per il lavoro cos\u00ec prezioso che svolgete verso tante persone e per il bene di tutta la societ\u00e0. Grazie, grazie tante!\u00a0\u00c8 davvero insostituibile il ruolo degli infermieri nell\u2019assistenza al malato. Al pari di nessun altro, l\u2019infermiere ha una relazione diretta e continua con i pazienti, se ne prende cura quotidianamente, ascolta le loro necessit\u00e0 ed entra in contatto con il loro stesso corpo, che accudisce. \u00c8 peculiare l\u2019approccio alla cura che realizzate con la vostra azione, facendovi carico integralmente dei bisogni delle persone, con quella tipica premura che i pazienti vi riconoscono, e che rappresenta una parte fondamentale nel processo di cura e di guarigione.<\/strong><\/p>\n<p>Il Codice deontologico infermieristico internazionale [\u2026] individua quattro compiti fondamentali della vostra professione: \u00abpromuovere la salute, prevenire la malattia, ristabilire la salute e alleviare la sofferenza\u00bb (Premessa). Si tratta di funzioni complesse e molteplici, le quali toccano ogni ambito della cura, e che adempite in collaborazione con gli altri professionisti del settore. Il carattere sia curativo che preventivo, riabilitativo e palliativo della vostra azione esige da voi un\u2019elevata professionalit\u00e0, che richiede specializzazione e aggiornamento, anche per la costante evoluzione delle tecnologie e delle cure.<\/p>\n<p>Questa professionalit\u00e0, per\u00f2, non si manifesta solo in ambito tecnico, ma anche e forse ancor pi\u00f9 nella sfera delle relazioni umane. Stando a contatto con i medici e con i familiari, oltre che con i malati, diventate negli ospedali, nei luoghi di cura e nelle case il crocevia di mille relazioni, che richiedono attenzione, competenza e conforto. Ed \u00e8 proprio in questa sintesi di capacit\u00e0 tecniche e sensibilit\u00e0 umana che si manifesta in pieno il valore e la preziosit\u00e0 del vostro lavoro.<\/p>\n<p>Prendendovi cura di donne e di uomini, di bambini e anziani, in ogni fase della loro vita, dalla nascita alla morte, siete impegnati in un continuo ascolto, teso a comprendere quali siano le esigenze di quel malato, nella fase che sta attraversando. Davanti alla singolarit\u00e0 di ogni situazione, infatti, non \u00e8 mai abbastanza seguire un protocollo, ma si richiede un continuo \u2013 e faticoso! \u2013 sforzo di discernimento e di attenzione alla singola persona. Tutto questo fa della vostra professione una vera e propria missione, e di voi degli \u201cesperti in umanit\u00e0\u201d, chiamati ad assolvere un compito insostituibile di umanizzazione in una societ\u00e0 distratta, che troppo spesso lascia ai margini le persone pi\u00f9 deboli, interessandosi solo di chi \u201cvale\u201d, o risponde a criteri di efficienza o di guadagno.<br \/>\nLa sensibilit\u00e0 che acquisite stando ogni giorno a contatto con i pazienti faccia di voi dei promotori della vita e della dignit\u00e0 delle persone. Siate capaci di riconoscere i giusti limiti della tecnica, che non pu\u00f2 mai diventare un assoluto e mettere in secondo piano la dignit\u00e0 umana. Siate anche attenti al desiderio, talora inespresso, di spiritualit\u00e0 e di assistenza religiosa, che rappresenta per molti pazienti un elemento essenziale di senso e di serenit\u00e0 della vita, ancora pi\u00f9 urgente nella fragilit\u00e0 dovuta alla malattia.<\/p>\n<p>Per la Chiesa, i malati sono persone nelle quali in modo speciale \u00e8 presente Ges\u00f9, che si identifica in loro quando dice: \u00abEro malato e mi avete visitato\u00bb (Mt 25,36). In tutto il suo ministero, Ges\u00f9 \u00e8 stato vicino ai malati, li ha accostati con amorevolezza e tanti ne ha guariti. Incontrando il lebbroso che gli chiede di essere sanato, stende la mano e lo tocca (cfr Mt 8,2-3). Non ci deve sfuggire l\u2019importanza di questo semplice gesto: la legge mosaica proibiva di toccare i lebbrosi e vietava loro di avvicinarsi ai luoghi abitati. Ges\u00f9 per\u00f2 va al cuore della legge, che trova il suo compendio nell\u2019amore del prossimo, e toccando il lebbroso riduce la distanza da lui, perch\u00e9 non sia pi\u00f9 separato dalla comunit\u00e0 degli uomini e percepisca, attraverso un semplice gesto, la vicinanza di Dio stesso. Cos\u00ec, la guarigione che Ges\u00f9 gli dona non \u00e8 solo fisica, ma raggiunge il cuore, perch\u00e9 il lebbroso non solo \u00e8 stato guarito ma si \u00e8 sentito anche amato. Non dimenticatevi della \u201cmedicina delle carezze\u201d: \u00e8 tanto importante! Una carezza, un sorriso, \u00e8 pieno di significato per il malato. \u00c8 semplice il gesto, ma lo porta su, si sente accompagnato, sente vicina la guarigione, si sente persona, non un numero. Non dimenticatelo.<\/p>\n<p>Stando con i malati ed esercitando la vostra professione, voi stessi toccate i malati e, pi\u00f9 di ogni altro, vi prendete cura del loro corpo. Quando lo fate, ricordate come Ges\u00f9 tocc\u00f2 il lebbroso: in maniera non distratta, indifferente o infastidita, ma attenta e amorevole, che lo fece sentire rispettato e accudito. Facendo cos\u00ec, il contatto che si stabilisce con i pazienti porta loro come un riverbero della vicinanza di Dio Padre, della sua tenerezza per ognuno dei suoi figli. Proprio la tenerezza: la tenerezza \u00e8 la \u201cchiave\u201d per capire l\u2019ammalato. Con la durezza non si capisce l\u2019ammalato. La tenerezza \u00e8 la chiave per capirlo, ed \u00e8 anche una medicina preziosa per la sua guarigione. E la tenerezza passa dal cuore alle mani, passa attraverso un \u201ctoccare\u201d le ferite pieno di rispetto e di amore.<\/p>\n<p>Anni fa, un religioso mi confid\u00f2 che la frase pi\u00f9 toccante che gli era stata rivolta nella vita era quella di un malato, che egli aveva assistito nella fase terminale della sua malattia. \u201cLa ringrazio, padre \u2013 gli aveva detto \u2013 perch\u00e9 lei mi ha sempre parlato di Dio, pur senza nominarlo mai\u201d: questo fa la tenerezza. Ecco la grandezza dell\u2019amore che rivolgiamo agli altri, che porta nascosto in s\u00e9, anche se non ci pensiamo, l\u2019amore stesso di Dio.<\/p>\n<p>Non stancatevi mai di stare vicini alle persone con questo stile umano e fraterno, trovando sempre la motivazione e la spinta per svolgere il vostro compito. Siate anche attenti, per\u00f2, a non spendervi fino quasi a consumarvi, come accade se si \u00e8 coinvolti nel rapporto coi pazienti al punto da farsi assorbire, vivendo in prima persona tutto ci\u00f2 che accade loro. Quello che svolgete \u00e8 un lavoro usurante, oltre che esposto a rischi, e un eccessivo coinvolgimento, unito alla durezza delle mansioni e dei turni, potrebbero farvi perdere la freschezza e la serenit\u00e0 che vi sono necessarie. State attenti! Un altro elemento che rende gravoso e talora insostenibile lo svolgimento della vostra professione \u00e8 la carenza di personale, che non pu\u00f2 giovare a migliorare i servizi offerti, e che un\u2019amministrazione saggia non pu\u00f2 intendere in alcun modo come una fonte di risparmio.<\/p>\n<p>Consapevole del compito cos\u00ec impegnativo che svolgete, colgo l\u2019occasione per esortare i pazienti stessi a non dare mai per scontato quanto ricevono da voi. Anche voi, malati, siate attenti all\u2019umanit\u00e0 degli infermieri che vi assistono. Chiedete senza pretendere; non solo aspettatevi un sorriso, ma anche offritelo a chi si dedica a voi. A questo proposito, un\u2019anziana signora mi ha raccontato che, quando si reca in ospedale per le cure di cui ha bisogno, \u00e8 cos\u00ec grata ai dottori e agli infermieri per il lavoro che svolgono, che cerca di mettersi elegante e di farsi bella per dare a sua volta qualcosa a loro. Nessuno quindi dia per scontato quanto gli infermieri fanno per lui o per lei, ma nutra sempre per voi il senso di rispetto e gratitudine che vi \u00e8 dovuto. E con il vostro permesso, io vorrei rendere omaggio a un\u2019infermiera che mi ha salvato la vita. Era un\u2019infermiera suora: una suora italiana, domenicana, che \u00e8 stata inviata in Grecia come professoressa, molto colta\u2026 Ma sempre come infermiera poi \u00e8 arrivata in Argentina. E quando io, a vent\u2019anni, ero in punto di morte, \u00e8 stata lei a dire ai dottori, anche discutendo con loro: \u201cNo, questo non va, bisogna dare di pi\u00f9\u201d. E grazie a quelle cose, io sono sopravvissuto. La ringrazio tanto! La ringrazio. E vorrei nominarla qui, davanti a voi: suor Cornelia Caraglio. Una brava donna, anche coraggiosa, al punto da discutere con i medici. Umile, ma sicura di quello che faceva. E tante vite, tante vite si salvano grazie a voi! Perch\u00e9 state tutto il giorno l\u00ec, e vedete cosa accade al malato. Grazie di tutto questo!<\/p>\n<p>Papa Francesco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei esprimervi la mia riconoscenza e la mia stima per il lavoro cos\u00ec prezioso che svolgete verso tante persone e per il bene di tutta la societ\u00e0. Grazie, grazie tante!\u00a0\u00c8 davvero insostituibile il ruolo degli infermieri nell\u2019assistenza al malato. 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