{"id":141,"date":"2015-05-28T18:39:50","date_gmt":"2015-05-28T16:39:50","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/medicinapersona\/?p=141"},"modified":"2016-01-19T14:45:31","modified_gmt":"2016-01-19T13:45:31","slug":"eutanasia-routine-di-una-societa-che-scarta-i-malati-avvenire-del-28-05-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2015\/05\/28\/eutanasia-routine-di-una-societa-che-scarta-i-malati-avvenire-del-28-05-2015\/","title":{"rendered":"Eutanasia, routine di una societ\u00e0 che scarta i malati? &#8211; Avvenire del 28.05.2015"},"content":{"rendered":"<p>Jeffrey Spector, 54enne imprenditore britannico, ha programmato ogni dettaglio della propria morte ed \u00e8 andato nella <strong>clinica svizzera Dignitas<\/strong>, dove \u00e8 stato eutanasizzato.<\/p>\n<p>Ha organizzato un\u2019\u00abultima cena\u00bb con i familiari, si \u00e8 fatto fotografare con la moglie e le tre figlie, prima di partire per la Svizzera e andare a morire. Aveva un tumore vicino alla spina dorsale che iniziava a dare segnali di paralisi, ma non era n\u00e9 in fin di vita n\u00e9 gravemente inabile. \u00abVoglio la capacit\u00e0 di bere una tazza di caff\u00e8 o di rispondere al telefono\u00bb, ha detto, perch\u00e9 il tumore stava iniziando a dargli difficolt\u00e0 di far pressione con le dita nell\u2019afferrare gli oggetti. Per il resto, riferiscono gli amici, stava bene: guidava, era perfettamente lucido. Eppure \u00e8 andato a farsi uccidere.<\/p>\n<p><strong> Peter Saunders<\/strong>, dirigente dell\u2019associazione britannica \u00abCare Not Killing\u00bb, mette in guardia dall\u2019effetto che pu\u00f2 fare sulla maggioranza delle persone con paralisi gi\u00e0 in atto, che in realt\u00e0 non vogliono assolutamente morire, ma da eventi come questi possono sentire aprirsi una strada quasi invitante verso la fine vita. E la British Medical Association resta assolutamente contraria al suicidio assistito, mentre invoca un maggior ricorso alle cure palliative e di sostegno per la disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ancora notiamo il solito paradosso mediatico: tanta apertura per l\u2019eutanasia \u2013 chiedere la morte in previsione di future disabilit\u00e0 \u2013 e cos\u00ec poco interesse pubblico per il benessere delle persone gravemente malate. Gi\u00e0 il Telegraph aveva denunciato lo scandalo delle cure inappropriate che riceverebbero gli anziani negli ospedali inglesi, fino a rifiutare certe cure per raggiunti limiti di et\u00e0, come riportava mesi fa ilGuardian; e l\u2019associazione Nidcap denuncia le cure inappropriate tante volte ricevute dalle persone con disabilit\u00e0 mentale, cos\u00ec come fa Science Daily che denuncia che questi pazienti sono \u00abinvisibili\u00bb per il Sistema sanitario nazionale. Cosa offre loro la societ\u00e0 occidentale basata sulla performance e sull\u2019autonomia?<\/p>\n<p>Viene da pensare che nella societ\u00e0 dello scarto, chi non raggiunge lo standard per difendersi da solo viene inconsciamente convinto a farsi da parte. E quanto aiuta in questo l\u2019idea che essere persona umana \u00e8 legata al livello di autonomia raggiunta, nel caso del bambino, o residua nel caso dell\u2019adulto? Eppure le cure palliative fanno grandi passi, tanto da non dover essere pi\u00f9 chiamate palliative (cio\u00e8 di ripiego) ma cure integrali contro il dolore, contro la sofferenza psicologica, ben organizzate in hospice, in ospedali e cliniche e a domicilio. Non sono pi\u00f9 un lusso o un ripiego, ma pura cura. Che va potenziata. Perch\u00e9 chi sta male e ha una malattia progressivamente invalidante non deve sentire di essere un peso, non deve sentire che le cure che riceve sono \u00abstraordinarie\u00bb, mentre dovrebbero essere il primo obiettivo di un buon sistema sanitario e soprattutto di uno stato moderno che punti ai diritti di chi \u00e8 pi\u00f9 debole e non pu\u00f2 alzare la voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Carlo Bellieni<\/em><\/p>\n<p>Pagina di <a href=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Avvenire_28_05_15_bellieni.pdf\" target=\"_blank\">Avvenire con questo e altri contributi<\/a> (PDF, 210 Kb)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jeffrey Spector, 54enne imprenditore britannico, ha programmato ogni dettaglio della propria morte ed \u00e8 andato nella clinica svizzera Dignitas, dove \u00e8 stato eutanasizzato. 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