{"id":1413,"date":"2026-04-09T11:29:50","date_gmt":"2026-04-09T09:29:50","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=1413"},"modified":"2026-04-09T11:29:51","modified_gmt":"2026-04-09T09:29:51","slug":"transizione-di-genere-alcuni-dati-allarmanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2026\/04\/09\/transizione-di-genere-alcuni-dati-allarmanti\/","title":{"rendered":"Transizione di genere: alcuni dati allarmanti"},"content":{"rendered":"\n<p>Da alcuni anni il tema della <strong>incongruenza di genere<\/strong>, con i suoi correlati di disforia e trattamenti di transizione, \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nei media, nel mondo del cinema e della letteratura. Epidemiologicamente si rileva un\u2019entit\u00e0 clinica molto rara (per esempio secondo dati aggiornati al 2022 in Norvegia, 1:10.000 casi per anno nei maschi e 4:10.000 nelle ragazze), ma con un tasso di crescita impressionante.<\/p>\n\n\n\n<p>Una pubblicazione inglese di sette mesi fa registrava una moltiplicazione per 50 dei casi in 10 anni, con l\u2019aumento pi\u00f9 rilevante nelle ragazze fra i 16 e i 18 anni. I dati del <strong>Gender Identity Development Service<\/strong> di Londra indicano un aumento del 3600% in 10 anni (da 77 casi nel 2009 a 2590 nel 2019). Nessuno finora ha saputo spiegare questo trend, confermato a livello internazionale (vedi grafici sotto: figura 1 e 2); e neppure lo shift da una predominanza di bambini pre-puberali e giovani maschi adulti all\u2019attuale popolazione prevalentemente femminile, post-puberale, con frequenti comorbidit\u00e0 psichiatriche (da alcuni autori descritta come <em>rapid-onset gender dysphoria<\/em> &#8211; ROGD). Alcuni autori ipotizzano un ruolo del \u201ccontagio sociale\u201d, mediato dall\u2019uso massiccio di social media.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che non trova grande spazio nei mezzi di informazione, ma nemmeno nella divulgazione medica, \u00e8 un approfondimento di alcuni dati problematici emergenti negli ultimi anni. Numerose recenti pubblicazioni critiche sulla disforia di genere (DG) hanno condotto a un cambiamento in senso restrittivo delle pratiche mediche in svariati paesi; non cos\u00ec (o non ancora?) in Svizzera. Ne riporto alcune.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"923\" height=\"729\" src=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1414\" srcset=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image.png 923w, https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-480x379.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 923px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"929\" height=\"577\" src=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1415\" srcset=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-1.png 929w, https:\/\/medicinaepersona.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-1-480x298.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 929px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3>Il rapporto Cass (Regno Unito)<\/h3>\n\n\n\n<p>La dottoressa <strong>Hilary Cass<\/strong>, in un rapporto commissionatole dal servizio sanitario nazionale inglese, ha riassunto i dati di 8 revisioni sistematiche del 2024 in 32 raccomandazioni, pubblicate un anno fa. Tra queste, l\u2019indicazione ad assegnare i trattamenti con bloccanti della pubert\u00e0 esclusivamente all\u2019ambito degli studi clinici controllati.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione \u00e8 l\u2019assenza di evidenze scientifiche credibili riguardo al fatto che stoppare la pubert\u00e0 fisiologica porti a miglioramenti della salute mentale. Vi sono inoltre preoccupazioni sulla sicurezza (in particolare per quanto riguarda la salute ossea) e numerose altre incognite, specialmente sul successivo sviluppo neuropsicologico e la vita sessuale da adulti. Per quanto riguarda i trattamenti ormonali di transizione, il rapporto Cass chiede estrema cautela, visto che l\u2019aspettativa di effetti favorevoli si appoggia su un \u201c<em>lack of high quality evidence<\/em>\u201d e su lavori con follow-up breve. Raccomanda che prima di prescrivere trattamenti medici, ogni singolo caso venga discusso da un team multidisciplinare.<\/p>\n\n\n\n<h3>Altre pubblicazioni<\/h3>\n\n\n\n<p>I risultati del rapporto Cass sono stati replicati in due meta-analisi statunitensi (l\u2019ultima pubblicata 2 mesi fa): scarse evidenze di beneficio, rispettivamente risultati negativi per la ormonoterapia e per la mastectomia (nei soggetti con meno di 26 anni).<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio retrospettivo statunitense su banca dati nazionale (risale a inizio 2025, con 107.583 soggetti maggiorenni con DG) ha analizzato svariati outcomes di salute mentale. Nel gruppo che si era sottoposto a chirurgia di transizione, il tasso di ideazione suicidale, abuso di sostanze, depressione e ansiet\u00e0 era significativamente superiore che nei soggetti con DG non sottoposti a chirurgia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gruppo di psichiatri tedeschi ha pubblicato l\u2019anno scorso una revisione sistematica sul trattamento della DG nei minori. Oltre a sottolineare la scarsit\u00e0 di studi di buona qualit\u00e0 e di dati a lungo termine, hanno concluso suggerendo che i trattamenti ormonali non hanno dimostrato la loro efficacia, raccomandando un maggior ricorso agli interventi psicoterapeutici.<\/p>\n\n\n\n<p>Da notare che anche una revisione <strong>Cochrane<\/strong> del 2020 concludeva che vi sono evidenze insufficienti per determinare la sicurezza ed efficacia dei trattamenti per la transizione nelle donne transgender. Gli autori, nelle conclusioni, hanno voluto aggiungere che \u201cla carenza di studi mostra un gap tra la pratica clinica attuale e la ricerca clinica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3>Bloccanti della pubert\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Numerose pubblicazioni hanno rimesso in questione l\u2019assunto che bloccare la pubert\u00e0 fisiologica per \u201cdare tempo\u201d ai bambini di comprendere e affrontare meglio, pi\u00f9 tardi, la propria disforia, sia privo di conseguenze negative. C\u2019\u00e8 il sospetto che i bloccanti della pubert\u00e0 abbiano invece un effetto di \u201cimprinting\u201d: il 97% dei bambini che li ricevono proseguiranno i trattamenti medici di transizione di genere, mentre tre pubblicazioni (tra il 2008 e il 2021) sull\u2019approccio <em>watchful waiting<\/em> mostravano un 60-98% di bambini che si riconcilia spontaneamente con il proprio sesso alla nascita, rinunciando alla transizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023, una revisione sistematica olandese (condotta da gruppo multidisciplinare di autori) \u00e8 giunta alle seguenti conclusioni: gli effetti somatici e psicosociali a lungo termine delle ormonoterapie non sono conosciuti, salvo una tendenza a rallentare l\u2019aumento fisiologico di densit\u00e0 minerale ossea. Risultati analoghi sono stati ottenuti in una revisione sistematica con meta-analisi di sei mesi fa.<\/p>\n\n\n\n<h3>Il fenomeno emergente della detransizione e del \u201ctransition regret\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p>Molti dei medici coinvolti nei trattamenti della DG citano il numero irrisorio di pazienti che decidono di rinunciare al percorso di transizione (scelgono di \u201ctornare indietro\u201d), tipicamente vicino al 1%. Questa affermazione poggia su lavori con una raccolta dei dati spesso incompleta e un elevato numero di pazienti persi nel follow-up (fino al 36%). Oggi sappiamo che sono proprio i soggetti che scelgono la detransizione quelli che non si presentano pi\u00f9 ai loro centri medici di riferimento. Inoltre, in quei lavori venivano esclusi i soggetti deceduti per complicanze mediche oppure per suicidio, mascherando forse proprio dei casi di \u201cregret\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna riconoscere che il tasso reale di detransizione non \u00e8 conosciuto. Alcune pubblicazioni recenti suggeriscono per\u00f2 un fenomeno piuttosto frequente. Uno studio retrospettivo inglese su 175 pazienti ha evidenziato un 7% di \u201c<em>detransitioners<\/em>\u201d in 16 mesi; mentre il 22% non completava i trattamenti pianificati. In un lavoro del 2022 su 957 pazienti adulti e adolescenti, il 29% aveva interrotto i trattamenti ormonali in quattro anni (dato che non dimostra, ma suggerisce fortemente, un fenomeno di detransizione tutt\u2019altro che raro). L\u2019unica meta-analisi su questo tema (apparsa nel febbraio di quest\u2019anno) concludeva che la detransizione \u201c\u00e8 stata finora investigata in modo insufficiente\u201d e riportava alcuni lavori dove si riscontra una cessazione dei trattamenti ormonali nel 10% dei soggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la <strong>ESCAP<\/strong> (societ\u00e0 europea di psichiatria dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza) in una recente presa di posizione (nella quale chiede maggior prudenza e rigore scientifico nell\u2019approccio della DG) insiste sul \u201cprestare attenzione ai soggetti che ricercano una detransizione oppure rimpiangono la loro transizione\u201d. Molte informazioni sul vissuto di queste persone non si trovano nella letteratura medica, ma in siti web, inchieste online, testimonianze spontanee (per esempio: <em>detransawareness.org, observatoirepetitesirene.org, post-trans.com, 4thwavenow.com, transgendertrend.com, detransinfo.com, beyondtrans.org, detranshelp.org, genspect.org<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<h3>La suicidalit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 sempre ritenuto che i soggetti con DG presentassero un tasso di suicidalit\u00e0 elevato, e che i trattamenti di transizione riducessero la frequenza dei suicidi. Si tratta di considerazioni con un\u2019influenza considerevole sui professionisti, sui genitori e sui pazienti stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un studio di coorte nazionale finlandese dell\u2019anno scorso non supporta i dati citati sopra. Il tasso di suicidio in 2083 adolescenti \u201ctransgender\u201d (follow-up medio di 6.5 anni) \u00e8 triplo rispetto al gruppo controllo di coetanei (0.3% vs 0.1%), ma \u00e8 identico a quello di coetanei con comorbidit\u00e0 psichiatriche paragonabili a quelle che accompagnano la disforia di genere (fino al 50% dei soggetti con disforia di genere presenta patologie come depressione, disturbi dello spettro autistico, personalit\u00e0 borderline). Sembra quindi essere la patologia psichiatrica (e non la DG) a favorire ideazioni e gesti suicidali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 importante: in questo lavoro, la mortalit\u00e0 per suicidio dei soggetti che si erano sottoposti a trattamenti di transizione non \u00e8 inferiore al gruppo dei soggetti con DG, ma non ancora entrati in un percorso di transizione medica. Colpisce il fatto che lo studio, pubblicato su <em>BMJ Mental Health<\/em>, sia stato condotto dalla dottoressa <strong>R. Kaltiala<\/strong>, psichiatra che per anni \u00e8 stata responsabile del servizio nazionale finlandese per i disturbi dell\u2019identit\u00e0 di genere. In un\u2019intervista del 2023 affermava: \u201c<em>gender-affirming care is dangerous. I know because I helped pioneer it<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si tratta di una voce singola; un\u2019altra revisione sistematica della letteratura apparsa nel maggio 2024 (partendo da 14 studi longitudinali sull\u2019outcome specifico depressione\/suicidalit\u00e0 nella DG di esordio in et\u00e0 pediatrica) conclude che la dimostrazione di un beneficio dei trattamenti \u00e8 \u201cinconsistente\u201d. Un anno prima un\u2019altra revisione sistematica affermava che gli effetti di lungo termine delle terapie ormonali sulla salute psicosociale non possono essere valutati.<\/p>\n\n\n\n<h3>Linee-guida inappropriate<\/h3>\n\n\n\n<p>La <strong>World Professional Association for Transgender Health (WPATH)<\/strong> \u00e8 la societ\u00e0 di riferimento per i trattamenti della DG. Nel 2022 ha emesso l\u2019ottava versione dei suoi \u201c<em>standards of care<\/em>\u201d, documento (la cui metodologia \u00e8 stata criticata da Gordon Guyatt, tra gli sviluppatori del sistema GRADE per le linee-guida medico scientifiche) nel quale \u00e8 stata eliminata qualunque et\u00e0 minima per accedere ai bloccanti della pubert\u00e0, agli ormoni per la transizione e alla chirurgia di \u201criassegnamento\u201d sessuale. Il ruolo della psicoterapia viene ridimensionato. Nessun approfondimento dei dati emergenti sulla detransizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo utilizza una terminologia definibile non-scientifica, se non tendenziosamente ideologica: la doppia mastectomia \u00e8 chiamata \u201cchirurgia di mascolinizzazione toracica\u201d; gli interventi medico-chirurgici sono \u201cpresa a carico sanitaria affermativa di genere\u201d; appare la categoria dei \u201dcis-gender\u201d; come pure il non-senso scientifico di \u201csesso assegnato alla nascita\u201d. Alcuni responsabili della WPATH nel 2020 hanno tentato di interferire con la pubblicazione della revisione sistematica (commissionata dalla stessa WPATH) da parte del <em>Johns Hopkins University Evidence-Based Practice Centre<\/em>, \u201c<em>to ensure that publication does not negatively affect the provision of transgender health care in the broadest sense<\/em>\u201d. Approccio legittimo da parte di una lobby di attivisti, non per una societ\u00e0 scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue guidelines del 2017, la <strong>Endocrine Society<\/strong>, basandosi su evidenze di qualit\u00e0 graduata come \u201cbassa\u201d o \u201cmolto bassa\u201d, fa raccomandazioni forti utilizzando la dicitura \u201c<em>we recommend<\/em>\u201d invece del pi\u00f9 appropriato \u201c<em>we suggest<\/em>\u201d: anche qui sembra prevalere la spinta ideologica sul rigore scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dicembre del 2023, la <strong>OMS<\/strong> annuncia la creazione di un gruppo di lavoro dedicato a sviluppare linee guida sulla salute delle persone transgender. Prevede 3 settimane di tempo per inoltrare commenti sul tema da parte di terzi e tempi di lavoro molto stretti per il panel; enfatizza la centralit\u00e0 dell\u2019espandere l\u2019accesso agli \u201cormoni affermativi\u201d e del riconoscimento legale del genere auto-dichiarato. Nelle settimane seguenti reagiscono in modo critico associazioni mediche, gruppi di genitori, associazioni LGBT; una volta emerso che 13 membri su 20 del gruppo di lavoro hanno potenziali conflitti d\u2019interesse (per esempio intellettuali, essendo attivisti di associazioni transgender oppure LGBT+, oppure finanziari essendo stipendiati da WPATH o professionalmente attivi in cliniche di trattamenti per transgender) l\u2019OMS \u00e8 costretta a:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>Ricusare una partecipante e annunciare un allargamento del panel a nuovi membri;<\/li><li>Prolungare sia i tempi per inoltrare suggerimenti che quelli per produrre le guidelines;<\/li><li>Annunciare che non includer\u00e0 nelle guidelines raccomandazioni su bambini e adolescenti, per i quali \u201c<em>the evidence base is limited and variable regarding the longer term outcomes of gender affirming care<\/em>\u201d.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Il panorama delle linee-guida nel campo della DG appare perlomeno nebuloso, un motivo supplementare per muoversi con grande prudenza riguardo ai trattamenti.<\/p>\n\n\n\n<h3>Conclusioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Il tipo di narrativa finora prevalente (sia in parte del mondo medico che nel dibattito pubblico) riguardo all\u2019approccio della DG non rende ragione di tutta una serie di problemi e incertezze, tra i quali quelli citati nel presente articolo. Alcuni Paesi (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia e diversi stati USA) hanno deciso negli ultimi 2-3 anni di limitare in vari modi l\u2019utilizzo di trattamenti ormonali e chirurgici. Nel panorama medico svizzero sembra invece persistere un atteggiamento maggioritario piuttosto acritico e unilaterale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019approccio attuale alla DG \u00e8 basato su studi di qualit\u00e0 abitualmente non accettata negli altri ambiti della medicina (follow-up breve; elevato tasso di persi al follow-up; descrizione inappropriata delle variabili confondenti e delle coorti di paragone); eppure questo sembra non sollevare obiezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovo inquietante il fatto che non siamo capaci di individuare chi soffre di una forma transitoria di DG: la pressione da parte dei pazienti e l\u2019impostazione dei centri coinvolti, sia privati che istituzionali, sono tali che tra la prima valutazione psichiatrica e l\u2019inizio delle prescrizioni ormonali passano di regola pochi mesi, un tempo a mio giudizio troppo breve per una valutazione del decorso, specie nella attuale \u201cepidemia\u201d di soggetti con forme simili a <em>rapid-onset gender dysphoria<\/em>. Ancor meno sappiamo prevedere chi far\u00e0 parte di quel 10-30% (stima conservativa) di persone con GD che rimpiangeranno di aver intrapreso i trattamenti di transizione. Ragionevole quindi temere che nel lungo termine un approccio \u201caffermativo\u201d nella DG dia risultati negativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 bastato l\u2019incontro in consultazione con un paziente uomo, trattato per presunta DG con ormoni e poi operato di orchiectomia e mastoplastica a 23 anni, profondamente infelice negli anni successivi e \u201cde-transizionato\u201d da donna a uomo (irrimediabilmente sterile) 18 anni pi\u00f9 tardi, per misurare la pericolosit\u00e0 all\u2019attuale approccio verso la DG.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo citando un editoriale del redattore capo del <em>BMJ<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cOffering treatments without an adequate understanding of benefits and harms is unethical. All of this matters even more when the treatments are not trivial; puberty blockers and hormone therapies are major, life altering interventions [&#8230;]. Without doubt, the advocacy and clinical practice for medical treatment of gender dysphoria had moved ahead of the evidence\u2014a recipe for harm.\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h3>Alcuni punti-chiave<\/h3>\n\n\n\n<ul><li>Le ragioni del recente aumento \u201cepidemico\u201d dei casi di DG non sono finora state comprese.<\/li><li>La pratica clinica (trattamenti ormonali e chirurgia della DG) poggia su evidenze inconsistenti.<\/li><li>Alcune recenti pubblicazioni non confermano il nesso \u2014 finora ritenuto certo \u2014 fra DG e suicidalit\u00e0.<\/li><li>Rispetto al passato vanno considerati con pi\u00f9 attenzione i fenomeni emergenti del \u201ctransition regret\u201d e della detransizione.<\/li><li>Mancano linee-guida rigorose e affidabili sulla presa a carico della DG.<sup><\/sup><\/li><li>Quale potrebbe essere il ruolo della psicoterapia sul lungo termine nella presa a carico della DG?<sup><\/sup><sup><\/sup><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p id=\"p-rc_b6ae175e07ae3408-21\"><strong>Dr. med. Fabio Cattaneo<\/strong>, FMH medicina interna, endocrinologia e diabetologia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da alcuni anni il tema della incongruenza di genere, con i suoi correlati di disforia e trattamenti di transizione, \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nei media, nel mondo del cinema e della letteratura. 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