{"id":160,"date":"2006-10-22T22:45:40","date_gmt":"2006-10-22T20:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/medicinapersona\/?p=160"},"modified":"2015-06-25T09:08:52","modified_gmt":"2015-06-25T07:08:52","slug":"curare-e-guarire-occhio-artistico-e-occhio-clinico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2006\/10\/22\/curare-e-guarire-occhio-artistico-e-occhio-clinico\/","title":{"rendered":"Curare e guarire: occhio artistico e occhio clinico &#8211; Mostra a Lugano &#8211; Ottobre 2006"},"content":{"rendered":"<p>\u00abQuel che ferisce \u00e8 ci\u00f2 che nella vita vi \u00e8 di ineluttabile: la sofferenza diffusa ovunque, la sofferenza degli inermi e dei deboli; la sofferenza degli animali, della creatura muta&#8230; il fatto che non si pu\u00f2 cambiare nulla, che non si pu\u00f2 toglierla di mezzo.Cos\u00ec \u00e8 e cos\u00ec sar\u00e0. E qui sta la gravit\u00e0 della cosa\u00bb scrive Romano Guardini in Ritratto della malinconia.<\/p>\n<p>La mostra nasce dalle grandi domande che la condizione umana, fatta di bisogno ed attesa, inevitabilmente suscita. Questioni inerenti la malattia e l\u2019assistenza che sono state esaltate in modo significativo, pi\u00f9 che dalla parola scritta, dallo sguardo artistico. Di qui, la scelta di valorizzare un patrimonio tanto vasto quanto poco conosciuto, attraverso le immagini relative soprattutto alla produzione degli ultimi secoli.<\/p>\n<p>Nel fascino indiscusso delle opere di maestri quali Chagall, Matisse, Metsu, Picasso e Goya, Munch e Van Gogh, si intravvede una sorta di ideale filo conduttore, la documentazione di un giudizio positivo che si impone attraverso la drammaticit\u00e0 della condizione umana. Una positivit\u00e0 non scontata, n\u00e9 deducibile dalle premesse che devono fare i conti, il pi\u00f9 delle volte, con il fatto che il desiderio di essere guarito non trova una risposta compiuta. Le uniche guarigioni raccontate nei dipinti, infatti, sono miracoli. Spesso la scienza medica riesce solo a documentare la propria sconfitta. Ma ecco che, dentro i limiti e le miserie dell\u2019uomo, l\u2019occhio dell\u2019artista diagnostica qualcosa di cui a volte gli stessi medici sono protagonisti inconsapevoli: una solidariet\u00e0 umana documentata da gesti di amicizia e condivisione, un\u2019epopea di assistenza all\u2019uomo malato, una dignit\u00e0 della risposta scientifica che nobilita il tentativo dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u00abNella morte sono esposto alla violenza assoluta, all\u2019omicidio nella notte\u00bb scrive Emmanuel L\u00e9vinas. La sofferenza non ha nulla di bello, e non potr\u00e0 averlo mai. Ma bisogna riconoscere che anche il concetto di bello ha subito una revisione profonda con l\u2019avvento della cultura cristiana. La figura di Cristo, sofferente e morto in croce, ha nobilitato la sofferenza stessa e la morte, tanto da renderla oggetto di rappresentazione artistica. La cultura europea, e a maggior ragione l\u2019arte, ha ripetuto per anni l\u2019affermazione di Platone che \u201cil bello \u00e8 splendore del vero\u201d. Dunque, anche la condizione pi\u00f9 umile, meschina e drammatica pu\u00f2 essere sorgente di stupore e bellezza, quando documenti l\u2019ergersi imponente di un accento di valore e dignit\u00e0 assoluta. Cos\u00ec, in epoca medievale, nasce la percezione di un nuovo compito per la medicina: contribuire a dar testimonianza alla perfezione del mondo attraverso l\u2019amore all\u2019imperfezione dell\u2019uomo, che ha in s\u00e9 un valore assoluto che n\u00e9 malattia n\u00e9 morte possono intaccare. E l\u2019arte d\u00e0 visibilit\u00e0 a questa consapevolezza, ristabilendo il legame originario tra agire e conoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuel che ferisce \u00e8 ci\u00f2 che nella vita vi \u00e8 di ineluttabile: la sofferenza diffusa ovunque, la sofferenza degli inermi e dei deboli; la sofferenza degli animali, della creatura muta&#8230; il fatto che non si pu\u00f2 cambiare nulla, che non si pu\u00f2 toglierla di mezzo.Cos\u00ec \u00e8 e cos\u00ec sar\u00e0. 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