{"id":642,"date":"2016-10-21T13:23:56","date_gmt":"2016-10-21T11:23:56","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=642"},"modified":"2016-12-14T12:17:50","modified_gmt":"2016-12-14T11:17:50","slug":"gesu-fai-papa-non-sbagli-piu-le-ricette-gdp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/10\/21\/gesu-fai-papa-non-sbagli-piu-le-ricette-gdp\/","title":{"rendered":"\u00abGes\u00f9 fai che il pap\u00e0 non sbagli pi\u00f9 le ricette\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata dal farmacista cantonale, preoccupato per me. La RSI voleva\u00a0realizzare entro sera un servizio per il Quotidiano su un mio errore medico sanzionato con una condanna per lesioni gravi. Il farmacista cantonale ha seguito la vicenda dall\u2019inizio e ha fatto un lavoro enorme, partendo dal mio errore, per evitare che questo possa ripetersi in futuro. Cos\u00ec ha risposto al giornalista: \u00abVa bene per il servizio, ma <strong>dovete dire che \u00e8 una buona notizia<\/strong>, non una cattiva notizia\u00bb, poi ha voluto coinvolgere il diretto interessato. Io ho pensato di non tirarmi indietro, perch\u00e9 se questa intervista non voluta toccava proprio a me, poteva essere l\u2019occasione per una testimonianza.<\/p>\n<p>Ricordo monsignor Corecco dire in un\u2019intervista con Michele Fazioli di sentirsi a volte pi\u00f9 utile da malato che da sano. Cos\u00ec anch\u2019io mi sento a volte pi\u00f9 utile con l\u2019errore che ho commesso rispetto a quando tutto andava tutto liscio. Ho vissuto questo periodo come un\u2019occasione per <strong>imparare a stare dentro un errore<\/strong> a crescere anche di fronte ai miei bambini in questo compito non facile. Non essendo abituato alle interviste, stanco e impreparato non sono riuscito a dire tutto quello che mi stava a cuore. Le testimonianze efficaci mi vengono infatti sempre quando sono in giardino da solo il fine settimana, non davanti alle telecamere. La sera in cui il Quotidiano andava in onda mi vergognavo un po\u2019 ad andare in giro; avevo l\u2019impressione che tutti mi guardassero in modo un po\u2019 strano. Adesso mi sento pi\u00f9 tranquillo e ho il desiderio di riprendere quello che mi sta pi\u00f9 a cuore.<\/p>\n<p>Partendo dall\u2019inizio. Alla fine dell\u2019anno scorso ho dato a una paziente una ricetta per Methotrexat, farmaco che si prende sempre una volta alla settimana. Nella ricetta ho indicato per errore una posologia giornaliera che ha causato una grave intossicazione. Quando sono stato informato dell\u2019errore, ho provato un senso di smarrimento: \u00abDa solo non ce la faccio, \u00e8 troppo grande per me, ho bisogno di aiuto\u00bb. Poi ho cercato di fare quello che consiglio ai miei bambini quando sbagliano:<strong> ammettere l\u2019errore, assumersi la piena responsabilit\u00e0, scusarsi, fare il possibile per rimediare. Ma strada facendo ho capito che c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9. Ho imparato a stare dentro questo tempo che mi era dato da vivere, a guardare e godermi tutte le cose belle che sembravano succedere in risposta al mio errore. Ho iniziato a vivere pi\u00f9 intensamente tutti i rapporti e a essere molto riconoscente per tutto quello che ho<\/strong>: il rapporto con Dio, tante persone che mi sono vicine, un lavoro utile, lo splendore della natura e anche avvenimenti piccoli nella mia giornata, di cui capivo meglio la portata. Faccio qualche esempio di qualcosa di bello che \u00e8 capitato subito dopo il mio errore.<\/p>\n<p>Quando ho ricevuto la notizia dell\u2019intossicazione <strong>ho sentito il bisogno di scendere a fare una preghiera<\/strong> nella cappella della clinica dove lavoro. La cappella \u00e8 sempre vuota a quell\u2019ora ma quel giorno un prete di una parrocchia vicina, che non \u00e8 mai in clinica, passava di l\u00ec per caso. Cos\u00ec ho potuto confessarmi (non perch\u00e9 sia un peccato sbagliare le ricette ma per essere pi\u00f9 pulito, riconoscere il mio bisogno di essere aiutato e trovare la forza di vivere quella circostanza).<\/p>\n<p>Poi ho fatto visita alla paziente e le ho detto che quanto stava succedendo era per colpa mia. Lei mi ha accolto con dolcezza, mi ha guardato con uno sguardo benevolo un po\u2019 come una mamma che \u00e8 un po\u2019 delusa da una marachella del figlio ma con gli occhi dice che gli vuole comunque bene. <strong>\u00c8 nata un\u2019amicizia anche con il figlio della paziente<\/strong>. Ci siamo sentitif tutti i giorni durante il ricovero della madre a anche dopo. Domenica scorsa il figlio ha voluto condividere con la mia famiglia la sua grande passione per il volo e ha fatto salire sul suo aliante a uno a uno tutti i miei bambini. Generosit\u00e0 non evidente nei riguardi di chi ha quasi ucciso la propria madre.<\/p>\n<p><strong>La mia famiglia e i miei bambini hanno capito benissimo quello che stavo vivendo e mi hanno sostenuto.<\/strong> Alla sera, facendo insieme la preghierina, c\u2019era sempre qualche bambino piccolo che si ricordava di chiedere: \u00abGes\u00f9 fai guarire la paziente del pap\u00e0\u00bb e anche: \u00abGes\u00f9 fai che il pap\u00e0 non sbagli pi\u00f9 le ricette\u00bb. E cos\u00ec \u00e8 stato finora. Sono stato accolto con umanit\u00e0 e solidariet\u00e0 dai funzionari di polizia, dal medico cantonale e dal farmacista cantonale. Molti mi hanno detto \u00abanche noi sbagliamo ma spesso le conseguenze sono meno gravi\u00bb. Ho raccontato quello che \u00e8 capitato in un primo tempo ai colleghi che fanno il mio stesso lavoro e ho ricevuto da chi mi \u00e8 pi\u00f9 vicino professionalmente un sostegno commovente. Ho scritto un articolo su Tribuna medica e ho ricevuto moltissimi gesti di simpatia e di stima. Lo stesso \u00e8 capitato dopo l\u2019intervista. Ho perfino trovato pi\u00f9 bello ogni fiorellino del giardino e ho pensato intensamente a chi \u00e8 in prigione e non li pu\u00f2 vedere.<\/p>\n<p>Ho provato, e provo tutt\u2019ora, una solidariet\u00e0 molto pi\u00f9 vissuta con chi ha sbagliato. Quando leggo di qualcuno che deve scontare una pena penso \u201cpoveraccio\u201d e mi sento male per lui. Non ho pi\u00f9 nessuna voglia di rincarare la dose con un mio giudizio sprezzante.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato anche che qualcuno confrontasse la mia posizione con quella di altri medici di fronte all\u2019errore. Qui penso sia importante fare attenzione perch\u00e9 \u00e8 facile mettere alla gogna qualcuno e rovinargli la vita. Uno pu\u00f2 sbagliare anche nella gestione dell\u2019errore e il confine tra il bene e il male \u00e8 molto stretto. Pu\u00f2 sembrare banale ma vale la pena riflettere a come noi stessi vorremmo essere trattati quando sbagliamo. Papa Francesco ce lo ricorda a ogni occasione. In questa circostanza mi sono immedesimato di pi\u00f9 in chi ha sbagliato gravemente.<\/p>\n<p>In ogni atto umano prima o poi pu\u00f2 capitare un errore. Io ho vissuto sulla mia pelle che la mia posizione dentro l\u2019errore \u00e8 importante. Se da soli siamo bravissimi a fare disastri, lasciando fare a Dio e chiedendo aiuto a chi ci \u00e8 vicino possono accadere cose grandi. Come dopo una catastrofe naturale o dopo una guerra, tanto pi\u00f9 \u00e8 grande il male accaduto, tanto pi\u00f9 si vede fiorire intorno una risposta di solidariet\u00e0, una risposta di bene. Il male mette in moto le forze del bene, coopera al bene cos\u00ec che ogni circostanza possa essere vissuta come positiva. Quello che \u00e8 capitato mi ha aiutato a capire che la mia consistenza non \u00e8 nell\u2019essere infallibile ma nei rapporti veri, in tutto quel bene che ti tiene in piedi anche quando nella vita tutto sembra andare storto.<\/p>\n<p>Andrea Badaracco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata dal farmacista cantonale, preoccupato per me. La RSI voleva\u00a0realizzare entro sera un servizio per il Quotidiano su un mio errore medico sanzionato con una condanna per lesioni gravi. 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