{"id":650,"date":"2016-10-25T11:31:25","date_gmt":"2016-10-25T09:31:25","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=650"},"modified":"2016-11-07T11:02:02","modified_gmt":"2016-11-07T10:02:02","slug":"exit-agisce-leggerezza-gdp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/10\/25\/exit-agisce-leggerezza-gdp\/","title":{"rendered":"Exit agisce con leggerezza &#8211; GdP del 25.10.2016"},"content":{"rendered":"<p><strong>Due fratelli vogliono impedire il suicidio assistito del parente maggiore e denunciano l&#8217;associazione Exit: &#8220;Non \u00e8 in fin di vita e non \u00e8 stato ascoltato da uno psicologo&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Il Tribunale civile di Ginevra si \u00e8 occupato ieri della denuncia presentata da due fratelli contro l\u2019associazione Exit, con l\u2019obiettivo di impedire al fratello maggiore di 82 anni di ricorrere all\u2019assistenza al suicidio. La morte del pensionato era prevista il 18 ottobre, ma<strong> la giustizia \u00e8 intervenuta per ascoltare le parti in causa.<\/strong> Poco prima dell\u2019udienza i tre fratelli si sono abbracciati affettuosamente. Il soggetto della causa ha poi presentato ai suoi fratelli minori i rappresentanti dell\u2019Associazione per il diritto di morire nella dignit\u00e0 (Exit). La presidente del Tribunale ha ascoltato le posizioni a porte chiuse per un\u2019ora e mezza mentre le arringhe degli avvocati si sono svolte in assenza dei tre fratelli, alla presenza del pubblico.<\/p>\n<p><strong>I criteri sono stati allentati<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019avvocato Fran\u00e7ois Membrez, che rappresenta gli autori della denuncia, ha precisato che il procedimento riguarda esclusivamente l\u2019allentamento dei criteri di assistenza al suicidio deciso da Exit in occasione della sua assemblea generale del 2014. L\u2019associazione presta ormai assistenza anche alle persone colpite da \u00abpluripatologie invalidanti legate all\u2019et\u00e0\u00bb. Secondo il legale, questo criterio non corrisponde alle norme dell\u2019Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM): fin di vita imminente, cure alternative proposte e capacit\u00e0 di discernimento.<strong>\u00abL\u2019associazione agisce in modo illecito. E ha trattato questo dossier con leggerezza<\/strong>. Il desiderio di suicidio non dev\u2019essere il sintomo di disturbi depressivi\u00bb, ha sottolineato Membrez. Per l\u2019avvocato, le norme dell\u2019ASSM sono vincolanti. Vi si riferiscono la legge sui prodotti terapeutici &#8211; che regola la prescrizione della pozione letale di pentobarbital -, il Tribunale federale in una decisione volta a proteggere il paziente contro gli abusi, nonch\u00e9 la legge vodese sull\u2019assistenza al suicidio.<\/p>\n<p><strong>&#8220;L\u2019uomo \u00e8 ancora vivace&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Gli autori della denuncia criticano pure il modo con cui Exit ha analizzato la situazione dell\u2019ottantenne:<strong> l\u2019associazione riconosce che l\u2019uomo \u00e8 ancora vivace e non in fin di vita<\/strong>. In una lettera, il vedovo riferisce tuttavia di sofferenze psichiche e fisiche \u00abintollerabili\u00bb. Al riguardo, Membrez deplora che l\u2019anziano non sia stato visto da uno psicologo, nonch\u00e9 l\u2019assenza di cure psicoterapeutiche.<br \/>\nDati i legami che li uniscono con il fratello maggiore, i due fratelli autori della denuncia \u00ab<strong>hanno il diritto di fermare questo atto illecito<\/strong>\u00bb, ha sostenuto l\u2019avvocato.<br \/>\nIl legale di Exit, Yves Grandjean, ha invece chiesto alla Corte di respingere la denuncia mettendo in dubbio la legittimit\u00e0 dei due fratelli di impedire la morte del parente. Nella questione si affrontano \u00ab\u00abil diritto di morire e il diritto all\u2019affetto e il primo ha un peso molto pi\u00f9 grande\u00bb, ha dichiarato. Secondo il legale, le regole dell\u2019ASSM non sono applicabili, in quanto non vincolanti: nel caso in esame l\u2019assistenza al suicidio \u00e8 quindi legittima. L\u2019avvocato ha pure evocato la <strong>complessit\u00e0 della nozione di \u201cfin di vita\u201d<\/strong>. \u00abA partire dagli 80 anni, la diminuzione delle capacit\u00e0 fisiche e le preoccupazioni che essa provoca devono permettere di morire con determinazione\u00bb, ha dichiarato. Le capacit\u00e0 di discernimento dell\u2019ottantenne non possono essere messe in dubbio: \u00absiamo in presenza di un consenso informato da parte di questa persona, che ha il diritto di morire con dignit\u00e0\u00bb. La sua volont\u00e0 &#8211; ha sottolineato &#8211; \u00ab\u00e8 determinata e determinante\u00bb.<\/p>\n<p>La presidente della Corte render\u00e0 nota la sua decisione <strong>entro tre mesi al massimo<\/strong>. In questo lasso di tempo rimarr\u00e0 in vigore il divieto impartito a Exit di fornire la pozione letale all\u2019ottantenne.<\/p>\n<p>Leggi anche:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/10\/12\/suicidi-assistiti-aumento-gdp\/\">Suicidi assistiti in aumento \u2013 GdP del 12.10.2016<br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/10\/06\/verso-la-morte-dignita\/\">Verso la morte con dignit\u00e0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due fratelli vogliono impedire il suicidio assistito del parente maggiore e denunciano l&#8217;associazione Exit: &#8220;Non \u00e8 in fin di vita e non \u00e8 stato ascoltato da uno psicologo&#8221;. 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