{"id":677,"date":"2016-11-13T13:09:11","date_gmt":"2016-11-13T12:09:11","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=677"},"modified":"2016-11-13T13:09:54","modified_gmt":"2016-11-13T12:09:54","slug":"tre-genitori-per-un-figlio-scienza-senza-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/11\/13\/tre-genitori-per-un-figlio-scienza-senza-limiti\/","title":{"rendered":"Tre genitori per un figlio, scienza senza limiti?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nato in Messico il primo bambino concepito col patrimonio genetico di un pap\u00e0, una mamma portatrice di una malattia genetica e di una seconda donna che invece ne \u00e8 priva. Interrogativi scientifici ed etici. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Pap\u00e0, mamma e donatrice di Dna<\/strong> &#8220;sano&#8221;. L\u2019esperimento inglese per concepire figli privi del difetto genetico della madre era noto, ma ora la rivista \u00ab<strong>New Scientist<\/strong>\u00bb annuncia che in <strong>Messico<\/strong> \u2013 Paese privo di una regolamentazione della materia \u2013 \u00e8<strong> nato il primo bambino <\/strong>concepito grazie alla tecnica della sostituzione dei mitocondri malati nell\u2019ovocita della madre con materiale genetico di una donna sana. Il bambino si chiama Abrahim Hassan, \u00e8 figlio di una coppia giordana nella quale la donna \u00e8 portatrice della <strong>sindrome di Leigh<\/strong>, e ha cinque mesi. A concepirlo \u00e8 stata l\u2019\u00e9quipe di John Zhang, che opera a New York. Di sindrome di Leigh, <strong>malattia neurologica rara<\/strong>, erano morti due figli della coppia. La <strong>tecnica del triplice Dna <\/strong>non ha riscontri su esseri umani, e dunque nessuno scienziato pu\u00f2 dire se il difetto genetico \u00e8 scomparso oppure torner\u00e0 a manifestarsi, nella sua forma conosciuta o attraverso altre anomalie, come gi\u00e0 accadde nei primi test falliti negli anni Novanta. L\u2019annuncio dei test di laboratorio inglesi, autorizzati dall\u2019Hfea \u2013 l\u2019ente pubblico che vigila sulla fecondazione assistita e la ricerca sugli embrioni, di fatto accogliendo qualunque richiesta di manipolazione \u2013, mesi fa aveva suscitato aspettative che si ritrovano ora nei primi echi globali alla notizia che giunge dal Messico. Un clima di ottimismo che fa perno sulle comprensibili speranze di chi convive con una malattia genetica dalla quale vorrebbe liberati i propri figli ma che omette qualunque doverosa e prudente considerazione sugli effetti a lungo termine di questo test. Una parte della scienza mostra infatti di non sapersi fermare di fronte alla <strong>manomissione della vita umana <\/strong>e di non considerare quel principio di precauzione che invece viene considerato insuperabile in molti altri ambiti. Non si pu\u00f2 escludere infatti che il bambino col Dna &#8220;multiplo&#8221; possa essere portatore di varianti o difetti genetici oggi ignoti che si manifesteranno pi\u00f9 avanti e che verranno trasmessi alla sua progenie, in combinazioni imprevedibili e fuori controllo. Il solo modo per verificare se questo timore \u00e8 infondato \u00e8 mettere al mondo <strong>bambini &#8220;manipolati<\/strong>&#8220;, una pratica che eticamente si giudica da s\u00e9. Il &#8220;figlio di tre genitori&#8221; rilancia quindi, e in modo lancinante. la questione del limite che la ricerca deve sapersi dare quando giunge sulla soglia della vita umana. Rispettarne l\u2019integrit\u00e0, agire per curarla senza intervenire nella sua stessa natura, dovrebbe essere un dovere indiscutibile della ricerca scientifica e della medicina, che invece sembrano anteporre la fattibilit\u00e0 tecnica a qualunque altro criterio di giudizio, nel nome della liberazione da malattie inguaribili. Pensare la vita umana come materia biologica a disposizione, al pari di qualunque altra forma vivente, \u00e8 a ben vedere il frutto della lunga sequenza di strappi e fughe in avanti di cui siamo stati negli ultimi anni preoccupati testimoni.<\/p>\n<p>(Francesco Ognibene \/ Avvenire)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato in Messico il primo bambino concepito col patrimonio genetico di un pap\u00e0, una mamma portatrice di una malattia genetica e di una seconda donna che invece ne \u00e8 priva. Interrogativi scientifici ed etici. Pap\u00e0, mamma e donatrice di Dna &#8220;sano&#8221;. 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