{"id":683,"date":"2016-11-14T12:11:47","date_gmt":"2016-11-14T11:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=683"},"modified":"2016-11-14T12:12:38","modified_gmt":"2016-11-14T11:12:38","slug":"aids-africa-cristiani-male-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/11\/14\/aids-africa-cristiani-male-dimenticato\/","title":{"rendered":"AIDS in Africa, i cristiani e il male dimenticato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Viene presentato alla Gregoriana un libro curato da padre Jacquineau Azetsop su come affrontare la pandemia secondo prospettive teologiche, pastorali e sanitarie: si parla sempre dei comportamenti, molto meno delle cause strutturali della diffusione del virus, che sono l\u2019emarginazione, la povert\u00e0, la discriminazione della donna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abA volte ho l\u2019impressione che quando si parla di AIDS in Africa il tema del condom sia soltanto una distrazione&#8230;\u00bb<\/strong>.\u00a0<strong>Padre Jacquineau Azetsop<\/strong>, 44 anni, \u00e8 un\u00a0<strong>gesuita<\/strong>\u00a0originario del Camerun che insegna alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana dove \u00e8 decano della Facolt\u00e0 di Scienze Sociali. Ha appena curato un volume intitolato\u00a0<strong>\u00abHIV and AIDS in Africa: Christian Reflection, Public Health, Social Transformation\u00bb<\/strong>\u00a0(Orbis Book),\u00a0<strong>lo studio pi\u00f9 completo sul problema dell\u2019AIDS in ambito cristiano, che raccoglie una trentina di contributi di esperti africani.<\/strong>\u00a0Il libro contiene\u00a0<strong>riflessioni e analisi secondo le diverse prospettive &#8211; teologica, pastorale e sanitaria<\/strong>\u00a0&#8211; e sar\u00e0 presentato e discusso gioved\u00ec 17 novembre alla Gregoriana con inizio alle 16.30.<\/p>\n<p>Nel 2012 circa 23 milioni di persone nell\u2019Africa sub-sahariana sono state infettate dal virus HIV che causa l\u2019AIDS.\u00a0<strong>Una pandemia che \u00ab\u00e8 complessivamente &#8211; spiega padre Azetsop &#8211; un male fisico e morale che ha messo alla prova sia la medicina, sia la societ\u00e0 umana\u00bb<\/strong>. Il gesuita ci dice che \u00abquando si parla di AIDS e in particolare della sua diffusione in Africa si fa sempre cenno alla trasmissione del virus dovuta ai comportamenti e alla cultura di chi viene infettato.\u00a0<strong>Si parla della \u201cpromiscuit\u00e0\u201d degli africani e del loro comportamento. Si parla molto meno &#8211; continua il curatore dell\u2019opera &#8211; del tema sociale: l\u2019emarginazione, la povert\u00e0, la discriminazione della donna\u00bb.<\/strong>\u00a0<strong>I fattori sociali, le condizioni di vita della popolazione sono infatti \u00abfattori fondamentali\u00bb per la diffusione del virus.<\/strong><\/p>\n<p>Esistono poi\u00a0<strong>responsabilit\u00e0 delle leadership politiche africane, che non agiscono come dovrebbero per contrastare la malattia<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>e per costruire\u00a0<strong>condizioni pi\u00f9 umane di vita per le loro popolazioni<\/strong>. \u00abNel libro sono riportate testimonianze interessanti, come quella del vescovo di Rustenburg in Sud Africa, Kevin Dowling, il quale racconta della desolazione delle persone giovani vittime dell\u2019apartheid, della desolazione psicologica di chi ritiene di non poter fare nulla contro la malattia. Dicono:\u00a0<strong>\u201cNon pu\u00f2 cambiare niente perch\u00e9 la mia vita non vale nulla!\u201d<\/strong>\u00bb. L\u2019approccio per affrontare l\u2019emergenza cos\u00ec come emerge dal libro \u00e8 quello \u00abglobale, olistico\u00bb, che tiene conto di tutte le dimensioni e di tutti i fattori.\u00a0<strong>A partire dall\u2019approccio cristiano<\/strong>\u00a0al problema.\u00a0<strong>L\u2019epidemia e le sue conseguenze \u00abvengono qui affrontare dal punto di vista biblico e teologico, per arrivare alla dinamica sociale della malattia e far s\u00ec che la Rivelazione aiuti a vivere le persone colpite\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>In che modo i cristiani africani aiutano le persone infette, e in che modo le loro comunit\u00e0 \u2013 specialmente le piccole comunit\u00e0 cristiane \u2013 sostengono i bisognosi?\u00a0<strong>A quali fondamenta bibliche e teologiche i credenti possono attingere nella vita e nel lavoro<\/strong>, in vari ruoli dal badante a direttore sanitario? Quali sono i valori e le prassi, sia pubblici sia personali, che dovrebbero essere adottati per migliorare il benessere pubblico ed evitare pandemie future?\u00a0<strong>Come si pu\u00f2 adorare il Dio dell\u2019abbondanza di vita e celebrare i sacramenti in un contesto ferito dal dolore evitabile e dalla sofferenza inutile?<\/strong>\u00a0In quale modo le Chiese cristiane dovrebbero formare i propri leader, affrontare i conflitti e progettare interventi basati sulla realt\u00e0 nei momenti difficili? Queste le domande affrontate nel volume.<\/p>\n<p>\u00abIl mio intento &#8211; continua padre Azetsop &#8211; non era di curare un libro dedicato all\u2019Europa o agli Stati Uniti (anche se ci sono teologi americani che vi hanno contribuito), ma innanzitutto per le nuove generazioni di africani, per aiutarli a stare di fronte a questo dramma e accompagnare le persone colpite\u00bb. Lo studioso conferma \u00abche la Chiesa sta facendo tanto, tantissimo per chi soffre e per prevenire la diffusione del virus. In certi Paesi fa pi\u00f9 dei governi.\u00a0<strong>Si lavora per far s\u00ec che la malattia non equivalga a una sentenza di morte e soprattutto a togliere lo stigma di maledizione che vi si accompagna.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Non sono affatto d\u2019accordo &#8211; ci dice il gesuita &#8211; con quanti mettono la Chiesa e i suoi insegnamenti morali sulla sessualit\u00e0 nel banco degli imputati. La Chiesa fa tantissimo\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Infine, domandiamo a padre Azetsop che cosa pensa delle polemiche scaturite dalla battuta di Benedetto XVI pronunciata nel 2009 durante il volo verso il Camerun, quando Papa Ratzinger, basandosi sui risultati positivi ottenuti da campagne educative, aveva osservato come il problema non poteva essere risolto soltanto con la distribuzione di soldi e di preservativi. \u00abA volte\u00a0<strong>la discussione sul preservativo rappresenta una distrazione. Bisogna affrontare le cause strutturali della povert\u00e0. Bisogna visitare gli slums dove uomini, donne e bambini vivono ammassati&#8230;<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Perch\u00e9 i pi\u00f9 poveri sono anche i pi\u00f9 infettati?<\/strong>\u00a0C\u2019\u00e8 un problema di condizioni di vita, di promiscuit\u00e0, di accesso ai trattamenti pediatrici, di accesso ai farmaci.\u00a0<strong>Comportamento, cultura ed educazione sono importanti, ma senza affrontare il tema delle<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>condizioni sociali e dello sviluppo umano integrale, non risolveremo il problema\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>In conclusione, vale la pena di ricordare la risposta che a questo proposito aveva dato nel novembre 2015 Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Africa, quando un giornalista tedesco esperto gli chiese, dopo aver parlato della diffusione epidemica dell\u2019AIDS, se non fosse il caso per la Chiesa di cambiare posizione sul no al preservativo. Il Papa aveva definito la domanda \u00abparziale\u00bb, quindi l\u2019aveva paragonata a quelle che venivano poste a Ges\u00f9 dai dottori della legge. Quella citata dal Pontefice era stata posta dal Nazareno ai farisei mentre di trovava ospite a casa di uno di questi e \u00abdavanti a lui vi era un uomo malato di idropisia\u00bb. Era stato Ges\u00f9 stesso a porre la domanda agli appassionati di casuistica: \u00ab\u00c8 lecito o no guarire di sabato?\u00bb.<\/p>\n<p>Francesco aveva ricordato che s\u00ec, il condom \u00ab\u00e8 uno dei metodi\u00bb per limitare la diffusione dell\u2019infezione e che \u00abla morale della Chiesa si trova su questo punto di fronte a una perplessit\u00e0\u00bb, dovendo tenere presente sia la necessit\u00e0 di preservare la vita delle persone evitando che vengano infettate, sia di difendere l\u2019esercizio di una sessualit\u00e0 aperta alla trasmissione della vita. \u00abMa questo non \u00e8 il problema &#8211; aveva aggiunto il Papa &#8211;\u00a0<strong>Il problema \u00e8 pi\u00f9 grande<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 obbligatorio guarire!\u00bb aveva spiegato Bergoglio, facendo propria la risposta di Ges\u00f9 che guar\u00ec il malato di idropisia sebbene fosse sabato. E aveva continuato: \u00ab<strong>La malnutrizione, lo sfruttamento, il lavoro in schiavit\u00f9, la mancanza di acqua potabile, questi sono i problemi<\/strong>.\u00a0<strong>Non parliamo se si pu\u00f2 usare tale cerotto per una tale ferita. La grande ingiustizia \u00e8 una ingiustizia sociale, la grande ingiustizia \u00e8 la malnutrizione.<\/strong>\u00a0Non mi piace scendere a riflessioni casistiche quando la gente muore per mancanza di acqua e per fame. Pensiamo al traffico delle armi.\u00a0<strong>Quando non ci saranno pi\u00f9 questi problemi credo che si potr\u00e0 fare la domanda: \u00e8 lecito guarire di sabato? Perch\u00e9 si continuano a fabbricare armi?<\/strong>Le guerre sono il motivo di mortalit\u00e0 pi\u00f9 grande.\u00a0<strong>Non pensare se \u00e8 lecito o non \u00e8 lecito guarire di sabato. Fate giustizia, e quando tutti saranno guariti, quando non ci sar\u00e0 l\u2019ingiustizia in questo mondo possiamo parlare del sabato<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viene presentato alla Gregoriana un libro curato da padre Jacquineau Azetsop su come affrontare la pandemia secondo prospettive teologiche, pastorali e sanitarie: si parla sempre dei comportamenti, molto meno delle cause strutturali della diffusione del virus, che sono l\u2019emarginazione, la povert\u00e0, la discriminazione della donna. \u00abA volte ho l\u2019impressione che quando si parla di AIDS [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":684,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[6],"tags":[49,39],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683"}],"collection":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=683"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":685,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683\/revisions\/685"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}