{"id":686,"date":"2016-11-24T23:06:05","date_gmt":"2016-11-24T22:06:05","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=686"},"modified":"2016-11-25T13:56:33","modified_gmt":"2016-11-25T12:56:33","slug":"persone-down-vietato-dirsi-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/11\/24\/persone-down-vietato-dirsi-felici\/","title":{"rendered":"Persone Down: vietato dirsi felici? Guarda il video"},"content":{"rendered":"<p><strong>In Francia sentenza confermata. Censurato video in cui le persone Down si raccontano. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Consiglio per l&#8217;audiovisione che due anni fa ha bloccato la pubblicit\u00e0 progresso nata dalla richiesta di una mamma. Proteste e riscorsi.<\/strong><\/p>\n<p>Le persone con sindrome di Down non hanno diritto di parola. Soprattutto non hanno diritto di far sapere che sono felici, che stanno bene al mondo, che vogliono bene alle loro mamme. Il Consiglio di Stato francese ha infatti confermato che \u00e8 giusto vietare la trasmissione in tv di \u201cDear future mom\u201d, il fortunato messaggio di promozione sociale lanciato nel 2014 in occasione della Giornata mondiale delle persone con sindrome di Down.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ju-q4OnBtNU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 la risposta che alcuni ragazzi e adulti con trisomia 21 rivolgono alla lettera scritta al CoorDown da una donna incinta, spaventata per aver scoperto che suo figlio ha la sindrome di Down. Con semplicit\u00e0 ed efficacia, i giovani la invitano a non avere paura e mostrano come la loro vita possa svolgersi con soddisfazione, pur senza nascondere le difficolt\u00e0 esistenti. I giudici, nelle motivazioni, scrivono invece che il filmato \u00abnon pu\u00f2 essere considerato come un messaggio d\u2019interesse generale e la sua finalit\u00e0 pu\u00f2 apparire ambigua e non suscitare un\u2019adesione spontanea e consensuale\u00bb. E, ancora, che potrebbe \u00abdisturbare la coscienza\u00a0delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte diverse di vita personale\u00bb. \u00c8 singolare che \u2013 nel Paese di <em>Charlie Hebdo<\/em>, dell\u2019esaltazione della laicit\u00e0 e della libert\u00e0 d\u2019espressione, anche a costo di tenere in poco conto la coscienza religiosa e la sensibilit\u00e0 etica delle persone \u2013 solo questo messaggio meriti di essere oscurato. Ma appare significativo il fatto che se si toccano \u2013 anche indirettamente \u2013 alcuni totem della \u201cmodernit\u00e0\u201d (come la \u201clibert\u00e0\u201d di abortire) la censura scatti immediata.<\/p>\n<p>Anche in Gran Bretagna ha suscitato aspre reazioni l\u2019inchiesta \u2013 trasmessa dalla Bbc \u2013 in cui l\u2019attrice Sally Phillips (madre di una ragazza con sindrome di Down) mostra l\u2019intrinseca matrice eugenetica dei test prenatali che individuano la trisomia 21 con un semplice esame del sangue materno. Tra le critiche spicca la rivendicazione del diritto individuale a non sopportare fatiche ritenute superiori alle proprie forze. Non succede solo aldil\u00e0 delle Alpi, o della Manica: il pensiero dominante rifiuta di ammettere che i \u201cpesi\u201d che non si vogliono sopportare sono in realt\u00e0 persone. Trattate purtroppo come scarto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/zgqwtp9\" target=\"_blank\">Leggi anche questo articolo su Avvenire.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Francia sentenza confermata. Censurato video in cui le persone Down si raccontano. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Consiglio per l&#8217;audiovisione che due anni fa ha bloccato la pubblicit\u00e0 progresso nata dalla richiesta di una mamma. Proteste e riscorsi. Le persone con sindrome di Down non hanno diritto di parola. 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