{"id":701,"date":"2016-11-25T13:55:13","date_gmt":"2016-11-25T12:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=701"},"modified":"2018-09-20T14:09:37","modified_gmt":"2018-09-20T12:09:37","slug":"senza-amore-non-ce-quella-cura-simbolo-della-civilta-un-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2016\/11\/25\/senza-amore-non-ce-quella-cura-simbolo-della-civilta-un-paese\/","title":{"rendered":"Senza amore non c\u2019\u00e8 quella cura simbolo della civilt\u00e0 di un paese"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mssiQ7yziZ4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/journal.medicinaepersona.org\/2017\/08\/14\/lorizzonte-in-cui-si-colloca-la-cura-angelo-card-scola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Leggi il testo integrale<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Con la lectio magistralis dell\u2019Arcivescovo Card. Angelo Scola si \u00e8 concluso Il Convegno <em>La cura al confine &#8211; Le relazioni di cura tra incontro e cultura dello scarto, Seveso &#8211; Milano 27-29 ottobre 2016<\/em>, organizzato da Medicina e Persona insieme con la Diocesi e in stretta la collaborazione con Caritas ambrosiana, che ha affrontato il tema del soggetto e delle relazioni di cura nell\u2019odierna situazione socio-culturale, complessa e cos\u00ec profondamente mutata, nella quale le dimensioni dell\u2019incontro accogliente e della cura delle persone sembrano smarrirsi.<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 del tema della cura della persona, le sue criticit\u00e0 nel contesto attuale che sempre pi\u00f9 fatica ad affermare l&#8217;io come relazione con un tu e un noi, e quindi ad accogliere l&#8217;altro, le modalit\u00e0 possibili del suo declinarsi nelle specificit\u00e0 di funzioni e professioni della sanit\u00e0 e dell&#8217;assistenza e soprattutto nell\u2019impatto con la molteplicit\u00e0 drammatica dei bisogni oggi emergenti rappresentano alcune questioni interdipendenti.<\/p>\n<p>La proposta, elaborata all&#8217;interno del <em>Progetto 2016 &#8211; Per una cultura dell&#8217;incontro e della cura<\/em> e rivolta a chi opera in diversi ambiti clinici e assistenziali e a chi, come familiari e volontari, \u00e8 coinvolto con i bisogni delle persone malate, apre per tutti una domanda sul soggetto e sul bisogno umano, per ripensare ora a come poter incontrare l\u2019altro, mettersi in relazione, curare.<\/p>\n<p>Il tema della cura chiede di approfondire aspetti che la stessa pratica quotidiana fa emergere, a partire dall\u2019incontro sempre nuovo con l\u2019altro in stato di bisogno come fonte di conoscenza e fondamento della relazione di cura e a riprendere come nucleo essenziale della professione tale relazione personale, che costituisce fattore decisivo dell\u2019atto clinico e terapeutico, non in termini di buona intenzione, ma dentro il lavoro medico, chirurgico, riabilitativo, psicoterapeutico, assistenziale o sociale, ove sorprenderne la portata e le caratteristiche specifiche. Dall\u2019altra parte l\u2019esasperata tendenza alla ricerca del benessere individuale, quanto mai diffusa nella societ\u00e0, che si esprime nel culto narcisistico del corpo, alimenta l\u2019illusione della \u2018medicina del potenziamento\u2019.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 molti problemi, oggi riscontrabili, dall\u2019eccesso di indagini diagnostiche all\u2019estensione delle cure &#8211; ad es. dai trattamenti estetici alla grave disabilit\u00e0, alle cronicit\u00e0, fino ai \u2018nuovi bisogni\u2019 che emergono nei giovani o nei migranti &#8211; non sono pi\u00f9 affrontabili con modelli di intervento rigidi e a prestazioni puntuali, se si vuole realmente assistere senza scartare chi \u00e8 nel bisogno.<\/p>\n<p>La cura \u00e8 un percorso, implica che uno si muova e si rivolga a un altro stabilendo una relazione, che si svolge nel tempo e sconfina tra corpo e mente. La persona che incontra sofferenza e malattia si confronta con il timore di non poter guarire, tra fiducia nella cura e resistenze al cambiamento. L\u2019operatore nel prendersi\/aver cura di lei sfida anche il rischio di affrontare quello \u2018scarto\u2019 sotteso all\u2019esperienza umana dell\u2019imperfezione da accettare, del dolore, dell\u2019angoscia.<\/p>\n<p>Ogni uomo, provocato dalla malattia, si pone il problema del senso e mentre chiede di ritrovare il benessere domanda di essere accolto in una relazione di cura. Il curante incontrandolo cerca di rispondere all\u2019attesa e insieme di trovare criteri e strumenti per una buona pratica, pur dentro la cultura attuale piena di regole ma relativista, medicalizzata ma ambivalente rispetto alla cura.<\/p>\n<p>L\u2019intervento dell\u2019Arcivescovo su <em>L\u2019orizzonte ove si colloca la cura<\/em> fa percepire tutto il valore di una riflessione non superficiale circa il significato del curare e le sue modalit\u00e0 attuative nei vari contesti, et\u00e0, ambiti di lavoro. Resistendo ai rischi di abbandono della clinica, siamo consapevoli che il dono, l\u2019offerta di una relazione pu\u00f2 rappresentare l\u2019inizio sempre rinnovato del percorso della cura. L\u2019impegno sar\u00e0 quindi diretto a rivalutare le relazioni di cura e di aiuto nelle diverse pratiche di salute e a formulare proposte perfettibili ma che offrano punti di riferimento per orientare l\u2019intervento degli operatori, dei soggetti sociali, della comunit\u00e0, delle istituzioni.<\/p>\n<p>Grande interesse per ognuno avranno le possibili ricadute successive, specie negli ambienti ove si svolge l&#8217;esperienza quotidiana del rapporto con i pazienti, con i familiari, con le equipe curanti: la speranza cos\u00ec \u00e9 di contribuire in positivo alla vita delle persone e ai loro legami costitutivi, nella prospettiva di farsi carico di un tentativo responsabile e crediamo essenziale per una vita buona.<\/p>\n<p>(Giorgio Cerati \/ Medicina &amp; Persona)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggi il testo integrale Con la lectio magistralis dell\u2019Arcivescovo Card. 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