{"id":781,"date":"2017-01-13T05:34:07","date_gmt":"2017-01-13T04:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=781"},"modified":"2017-01-13T15:43:05","modified_gmt":"2017-01-13T14:43:05","slug":"cina-boom-nascite-nel-2016-la-crisi-demografica-superata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2017\/01\/13\/cina-boom-nascite-nel-2016-la-crisi-demografica-superata\/","title":{"rendered":"Cina: boom di nascite nel 2016. La crisi demografica \u00e8 superata?"},"content":{"rendered":"<p><strong>17,5milioni di nascite grazie all\u2019addio alla politica del figlio unico, il 5,7% in pi\u00f9. Ma non bastano le politiche, la denatalit\u00e0 \u00e8 dovuta anche ad una crescita dei redditi e ad uno stile di vita borghese.<\/strong><\/p>\n<p>La corsa ai ripari della Cina contro la denatalit\u00e0, \u00e8 valsa a qualcosa. Dopo aver abbandonato, nell\u2019ottobre 2015, la politica del figlio unico, l\u2019impero del dragone rosso ha conosciuto nel 2016, la nascita di 17,5 milioni di bambini. Secondo i dati riportati da <em>Global Times<\/em> si tratta di un aumento del 5,7 per cento rispetto all\u2019anno precedente, quando sono nati 16,5 milioni di bambini. \u00c8 inoltre il tasso di natalit\u00e0 pi\u00f9 alto dall\u2019inizio del millennio.<\/p>\n<p>A fornire i dati Wang Pei\u2019an, vice-ministro della National Health and Family Planning Commission (Nhfpc), il dicastero che si occupa di salute e controllo delle nascite. Secondo lui, la tendenza di crescita \u00e8 destinata a proseguire, attestandosi attorno alle 20 milioni di nascite e portando la popolazione cinese a 1,45 miliardi entro il 2030.<\/p>\n<p>La punta pi\u00f9 bassa si era registrata nel 2006, con 15,84 milioni di nascite. La crisi demografica ha destato preoccupazione tra i vertici del Partito comunista cinese, per via delle ripercussioni sociali, con una drastica riduzione dei giovani in et\u00e0 lavorativa e un aumento di anziani che necessitano di previdenza. La popolazione compresa tra i 15 e i 59 anni, infatti, \u00e8 gradualmente diminuita (di 3,71 milioni soltanto nel 2014), al cospetto invece di una crescita degli over 65.<\/p>\n<p>Un rapporto della Banca Mondiale ripreso da <em>Avvenire<\/em> attesta che delle oltre 211 milioni di persone con 65 anni, presenti nella regione Asia orientale-Pacifico, ben 130 milioni vivono in Cina, il 36 per cento della popolazione globale in questo gruppo di et\u00e0. Un tale squilibrio tra giovani e vecchi produce inevitabilmente problemi al sistema sanitario e previdenziale.<\/p>\n<p>Tre decenni di politica del figlio unico sono dunque diventati una spina nel fianco per la Cina. Dal 1979, anno in cui Pechino decise di introdurre questa norma contraccettiva, si stima che sia stata evitata la nascita di 400 milioni di bambini.<\/p>\n<p>Adottata durante la presidenza di Deng Xiao Ping, la legge sul figlio unico, rispondeva ad esigenze di controllo demografico per quello che, gi\u00e0 allora, era il Paese pi\u00f9 popoloso del mondo. Eccezioni erano previste per le minoranze etniche e per le famiglie rurali, nel caso in cui il primogenito fosse femmina.<\/p>\n<p>Tra le sanzioni per i figli \u201cclandestini\u201d erano previste multe fino a qualche decina di migliaia di yuan (cifre insostenibili per la maggior parte dei cinesi), con la tragica alternativa degli aborti forzati e degli infanticidi. L\u2019istituto familiare \u00e8 stato cos\u00ec quasi debellato. Si stima che circa 160 milioni di famiglie cinesi \u2013 cio\u00e8 il 40% del totale \u2013 siano oggi composte da non pi\u00f9 di due persone.<\/p>\n<p>Quello del 2016 \u00e8 stato il primo effetto benefico dell\u2019apertura \u201cnatalista\u201d della Cina. <em>Askanews<\/em> ha riportato le dichiarazioni di alcune coppie cinesi raggianti, che a lungo hanno dovuto attendere la possibilit\u00e0 di mettere al mondo un secondogenito e che ora hanno potuto coronare il loro sogno. Infatti, secondo i dati diffusi ad ottobre, il 44 per cento dei bambini nati nella prima met\u00e0 del 2016 sono secondogeniti, un salto del 6,9 e del 16,7 per cento rispetto al 2015, e all\u2019inizio di questo decennio.<\/p>\n<p>\u201cMolte madri di questo Paese, a causa della vecchia legge, sono figlie uniche \u2013 afferma Zheng Xiaoyu, madre di un bambino, che nel 2016 \u00e8 rimasta incinta del secondo \u2013 ma ora che possono, loro hanno scelto di dare un fratello o una sorella ai loro bambini, qui dove viviamo noi, quasi il 40% delle madri ha dato alla luce o \u00e8 in attesa del secondo figlio\u201d.<\/p>\n<p>La fine della politica del figlio unico, tuttavia, non \u00e8 di per s\u00e9 una garanzia demografica per gli anni a venire. La crescita dei redditi, l\u2019introduzione specie nelle grandi citt\u00e0 cinesi di uno stile di vita borghese e consumistico, votato all\u2019individualismo, scoraggiano i giovani dal metter su famiglia.<\/p>\n<p>Un sondaggio della Federazione delle donne cinesi rivela che pi\u00f9 della met\u00e0 delle famiglie del Paese asiatico non vuole un secondo figlio. Questo dato dimostra che prima ancora che politica, la sfida per la natalit\u00e0 \u00e8 culturale.<\/p>\n<p>(Zenit)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17,5milioni di nascite grazie all\u2019addio alla politica del figlio unico, il 5,7% in pi\u00f9. Ma non bastano le politiche, la denatalit\u00e0 \u00e8 dovuta anche ad una crescita dei redditi e ad uno stile di vita borghese. La corsa ai ripari della Cina contro la denatalit\u00e0, \u00e8 valsa a qualcosa. 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