{"id":879,"date":"2017-02-14T20:35:36","date_gmt":"2017-02-14T19:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=879"},"modified":"2017-02-16T15:00:31","modified_gmt":"2017-02-16T14:00:31","slug":"malato-sla-muore-sedato-la-polemica-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2017\/02\/14\/malato-sla-muore-sedato-la-polemica-rispetto\/","title":{"rendered":"Malato di Sla muore sedato: la polemica e il rispetto"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #333333;\">\u00abMio marito era lucido, ha fatto la sua scelta, e noi gli siamo stati accanto\u00bb. La signora Bettamin racconta gli ultimi momenti del marito<b> Dino, 70 anni, macellaio di Montebelluna (Treviso) da cinque malato di Sla<\/b>, che dopo l\u2019ennesima crisi respiratoria e in quadro clinico di terminalit\u00e0 ha chiesto di poter essere sedato: troppa la sofferenza fisica e psichica, tanto da far dire agli operatori dell\u2019istituzione privata che lo assisteva a domicilio \u2013 Casa con Cura \u2013 che si trattava di \u00abuna chiara richiesta di sedazione basata su un chiaro sintomo refrattario, dato da angoscia incoercibile anche con farmaci e trattamenti psicologici, nonostante tutta l\u2019umanit\u00e0 e la professionalit\u00e0 con cui \u00e8 stato assistito nelle varie fasi della patologia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><b>Dopo una prima sedazione palliativa, si \u00e8 dunque proceduto ad altre somministrazioni, con il paziente che ha confermato il suo desiderio di morire nel sonno.<\/b> E cos\u00ec \u00e8 accaduto. <\/span><span style=\"color: #333333;\">Sin qui, \u00e8 la cronaca di un episodio come tanti se ne verificano in reparti ospedalieri, case private e hospice. Si chiama <b>sedazione terminale, o profonda, <\/b>e viene praticata quando la situazione del paziente non lascia alcuna speranza: la morte \u00e8 prossima, e ogni intervento medico rischia di aggravare l\u2019evidente sofferenza fisiologica ed emotiva. Dunque <b>si sospendono le terapie, ormai inutili se non deleterie, e si cessa anche la nutrizione assistita<\/b> (come nel caso del settantenne veneto) <b>ricorrendo alla sedazione che per\u00f2 non \u00e8 la causa la morte, sopraggiunta per il decorso della malattia<\/b> non pi\u00f9 arginata. Tutto secondo la legge, l\u2019umanit\u00e0, la scienza medica e le volont\u00e0 del paziente, quando sia chiaro che non si tratta di una richiesta di suicidio (il malato di Sla non ha mai chiesto che gli fosse staccato il ventilatore che gli consentiva di respirare). Dov\u2019\u00e8 allora la notizia? <\/span><span style=\"color: #333333;\">Qui inizia un\u2019altra storia.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\">Dov&#8217;\u00e8 la notizia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">La morte del signor Dino infatti \u00e8 rimbalzata dalla stampa locale sulle agenzie nazionali con un titolo equivoco (\u00abMalato di Sla muore facendosi addormentare\u00bb) e con l\u2019apparato grafico che segnala una notizia urgente. Di qui alle posizioni di maggiore evidenza nei siti dei principali media il passo \u00e8 stato breve (\u00abHa chiesto di morire facendosi addormentare\u00bb, \u00abprimo caso in Italia\u00bb, in qualche caso con l\u2019apparato fotografico di manifestazioni radicali pro-eutanasia). Nel frattempo comincia ad affiorare qualche voce medica che ridimensiona il caso. \u00c8 sufficiente consultarsi con qualche neurologo o palliativista infatti per capire che <b>la sedazione palliativa viene normalmente praticata quando il quadro clinico \u00e8 quello di pesante sofferenza in un paziente terminale <\/b>descritto dalla situazione di Dino Bettamin, la cui famiglia non a caso, travolta da un interesse mediatico non voluto e inatteso, ha chiesto rispetto per il suo lutto. La fine di un uomo alla fine di una lunga sofferenza non tollera alcun uso strumentale, anche solo evocato, per tentare di farne l\u2019oggetto di una contesa polemica. Resta allora il significativo equivoco su una morte che si \u00e8 fatto credere provocata da un intervento attivo dei medici, e non \u2013 com\u2019\u00e8 accaduto \u2013 per cause naturali, senza prolungare una vita ormai purtroppo giunta al termine, alleviando il dolore. Come se a Montebelluna fosse andato in scena un caso di eutanasia &#8220;clandestina&#8221;, la prima esecuzione di un testamento biologico con volont\u00e0 del paziente di farla finita. Non \u00e8 cos\u00ec, ed \u00e8 appena il caso di ricordare che quando si tratta della vita e della morte di una persona \u00e8 indispensabile muoversi con estrema cautela e rispetto prima di ingenerare idee fuorvianti.<\/span><\/p>\n<p><strong>Il parroco: ha portato la sofferenza con grande coraggio<\/strong><span style=\"color: #333333;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Parole di affetto vengono dal <b>parroco del Duomo di Montebelluna, monsignor Antonio Genovese<\/b>: <\/span>\u201cSpero di sentire solo parole di vicinanza e rispetto in questi giorni, per Dino e per tutte le persone coinvolte, non giudizi sommari. Io stesso da Dino e dal suo modo di vivere la sofferenza sono stato edificato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo seguito Dino in questi due anni e mezzo, da quando sono arrivato a Montebelluna \u2013 racconta il parroco -. Era una persona buona, che <b>ha portato la propria sofferenza con grande coraggio, ha combattuto insieme alla moglie e ai figli, ma ultimamente soffriva moltissimo, <\/b>per le crescenti difficolt\u00e0 causate dalla malattia e per la perdita di alcune persone care. Di fronte a queste sofferenze crescenti e senza nessuna possibilit\u00e0 di migliorare, ha chiesto semplicemente di essere accompagnato attraverso il sonno verso l\u2019incontro con il Signore, sempre sostenuto con fiducia e forza dalla sua famiglia. Era una persona di grande fede \u2013 sottolinea monsignor Genovese -, pochi giorni fa ha chiesto di ricevere il sacramento dell\u2019Unzione degli infermi. Era lucido, abbiamo pregato insieme. <b>Si \u00e8 davvero fatto accompagnare alla Casa del Padre, con fiducia e abbandono. Non \u00e8 stata staccata nessuna spina<\/b>, la sedazione profonda \u00e8 prevista dalle cure palliative per attenuare il dolore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa morte per noi cristiani non \u00e8 un rifiuto della vita, e non lo \u00e8 certo stato per Dino \u2013 aggiunge il parroco, che domani, mercoled\u00ec, celebrer\u00e0 il funerale di Bettamin \u2013 ma \u00e8 un andare incontro al Signore. Chi gli \u00e8 stato accanto ha potuto leggere, in questo suo desiderio di andare al Padre, lo stesso desiderio espresso da Giovanni Paolo II, al termine della sua vita, quel \u2018lasciatemi andare\u2019 frutto di fede e di abbandono nelle braccia del Signore della vita\u201d.<\/p>\n<p>(Avvenire)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMio marito era lucido, ha fatto la sua scelta, e noi gli siamo stati accanto\u00bb. 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