{"id":882,"date":"2017-02-14T21:14:28","date_gmt":"2017-02-14T20:14:28","guid":{"rendered":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/?p=882"},"modified":"2017-02-14T21:21:05","modified_gmt":"2017-02-14T20:21:05","slug":"studio-casi-vita-locked-felicita-scandalosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/2017\/02\/14\/studio-casi-vita-locked-felicita-scandalosa\/","title":{"rendered":"Studio su casi di vita \u00ablocked in\u00bb. Una felicit\u00e0 scandalosa"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00abSei felice?\u00bb \u00abS\u00ec\u00bb. \u00c8 questa la vera notizia del recente <a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosbiology\/article?id=10.1371\/journal.pbio.1002593\" target=\"_blank\">lavoro pubblicato sulla rivista scientifica \u201cPlos Biology\u201d<\/a>, dove si d\u00e0 conto di una nuova tecnica con cui, per la prima volta, \u00e8 stato possibile interrogare quattro persone nello stato di \u00abcompleta <i>locked in<\/i>\u00bb, cio\u00e8 totalmente paralizzate, tanto da non poter muovere neppure gli occhi e quindi impossibilitate a comunicare, ma al tempo stesso ancora vigili e coscienti.<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 stato proposto da un\u2019\u00e9quipe internazionale, a cui partecipa anche personale dell\u2019Irccs San Camillo di Venezia: gli studiosi hanno messo a punto una nuova interfaccia computer-cervello che sfrutta la misurazione della concentrazione dell\u2019ossigeno nel sangue mediante spettroscopia funzionale nel vicino Infrarosso, in modo non invasivo, cio\u00e8 con \u201csensori\u201d esterni al cranio. Questa nuova metodica ha aperto per la prima volta un canale di comunicazione con persone la cui condizione appare come il peggiore degli incubi: lo stato in cui si trovano \u00e8 l\u2019esito finale della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una terribile patologia degenerativa che compromette progressivamente ogni movimento del corpo, ma non la mente.<\/p>\n<p>I pazienti oggetto di studio sono tre donne e un uomo, di 24, 68, 76 e 61 anni, nell\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare alcunch\u00e9 da diversi anni (dal gennaio 2015 la persona pi\u00f9 giovane, dal 2010 quella malata da pi\u00f9 tempo). La pi\u00f9 anziana ha pure una degenerazione visiva per problemi alla cornea, dal 2013.<\/p>\n<p>Condizioni terribili, nelle quali, ovviamente, nessuno vorrebbe ritrovarsi n\u00e9 vedere i propri cari. Ed \u00e8 spontaneo e naturale chiedersi \u201cche vita sia questa?\u201d, e quanto e \u201cse valga la pena\u201d vivere cos\u00ec, e poi magari si continua nel ragionamento e si conclude che sarebbe meglio farla finita anzich\u00e9 spendere soldi, tempo, risorse umane, tecniche, economiche, per persone in tali condizioni, per continuare una vita che non sembra pi\u00f9 vita. E molto probabilmente cos\u00ec avrebbero detto anche i malati di cui stiamo parlando, se interrogati quando stavano bene. Ma alla domanda: \u00abSei felice?\u00bb, hanno risposto \u00abS\u00ec\u00bb. Lo hanno fatto adesso. E quando l\u2019operatore ha detto \u00abIo amo vivere\u00bb, anche in quel caso hanno concordato.<\/p>\n<p>Nell\u2019articolo, in particolare, viene spiegato che tranne la pi\u00f9 giovane, che ha potuto rispondere solo alla met\u00e0 delle domande, gli altri tre pazienti \u00aballe domande aperte contenenti un giudizio sulla qualit\u00e0 della vita hanno risposto ripetutamente con \u201cs\u00ec\u201d, indicando un\u2019attitudine positiva verso la situazione presente e verso la vita in generale, come riportato in campioni pi\u00f9 ampi di pazienti colpiti dalla Sclerosi laterale amiotrofica\u00bb, e seguono, per ulteriore approfondimento, indicazioni bibliografiche di articoli su riviste scientifiche internazionali.<\/p>\n<p>Per esempio dal titolo \u201cPu\u00f2 valer la pena vivere la vita con la sindrome locked in\u201d (Lul\u00e9 et al. Prog. Brain Res. 2009; 177(C): 339-51), di cui consigliamo vivamente la lettura. Evidentemente le percezioni e i sentimenti sono diversi, prima e durante le malattie. Condizioni terribili viste dal di fuori non lo sono pi\u00f9 se le vivi in prima persona, o \u2013 meglio \u2013 ancora lo sono, ma portano a conclusioni differenti da quelle che, ragionevolmente, ciascuno di noi si aspetterebbe. Perch\u00e9? Anche questo andr\u00e0 approfondito e compreso, magari proprio grazie alle nuove possibilit\u00e0 di comunicazione che si stanno aprendo. Ma intanto, qualche indizio c\u2019\u00e8. Oltre la patologia mortale, i quattro malati descritti nello studio di \u201cPlos Biology\u201d hanno in comune la ventilazione e la nutrizione artificiale, e, soprattutto la <i>home care:<\/i> stanno cio\u00e8 a casa, custoditi dalle loro famiglie, pienamente coinvolte nell\u2019esperimento degli studiosi.<\/p>\n<p>Non sono soli, non sono ospedalizzati. Combattono la loro battaglia insieme ai propri cari, con cui, peraltro, condividono tutta la vita (in un caso, su suggerimento della famiglia, i ricercatori hanno chiesto al paziente se fosse d\u2019accordo che sua figlia sposasse il fidanzato, Mario, e la risposta \u00e8 stata decisamente \u201cno\u201d). E se fosse la scienza pi\u00f9 sofisticata a confermarci un sapere antico: che vale sempre la pena vivere, quando si sente di essere importanti per qualcuno, quando ci si sente amati?<\/p>\n<p>(Assuntina Morresi \/ Avvenire)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSei felice?\u00bb \u00abS\u00ec\u00bb. \u00c8 questa la vera notizia del recente lavoro pubblicato sulla rivista scientifica \u201cPlos Biology\u201d, dove si d\u00e0 conto di una nuova tecnica con cui, per la prima volta, \u00e8 stato possibile interrogare quattro persone nello stato di \u00abcompleta locked in\u00bb, cio\u00e8 totalmente paralizzate, tanto da non poter muovere neppure gli occhi e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":883,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[6],"tags":[30,37],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/882"}],"collection":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=882"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/882\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":885,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/882\/revisions\/885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medicinaepersona.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}